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lunedì 10 novembre 2014

The Listography Project pt. 43: things you wish you had a second chance to do.

Ormai mancano pochissime liste, dovrò inventarmi qualcosa per continuare a scrivere, soprattutto se la bella ideatrice del progetto non posta un prossimo capitolo... Se tolgo i post sulle liste, infatti, quest'anno ho scritto pochissimo. Probabilmente nel 2015 mi dimenticherò di questo spazio virtuale. Vedremo.
Intanto ecco la lista delle cose per cui spero di avere un'altra occasione da sprecare come la prima/ le prime.

  • Tornare a Parigi e magari restarci a tempo indefinito. Non c'è niente per me qui.
  • Andare all'estero e trovare un posto che sia più adatto a me, che mi aiuti a crescere, a capire, a vivere meglio. Sono stanca di essere un fottuto pesce smarrito e fuor d'acqua.
  • Innamorarmi di qualcuno che mi ami. So che morirò zitella, con sette gatti (per i miei periodi da eremita sociopatica) e sette cani (per i momenti in cui avrei bisogno di affetto), ma sarei ipocrita se dicessi che non mi piacerebbe. Solo non credo sia possibile per me, ecco.

Ho solo ventitre anni, direi che tre forti rimpianti siano più che sufficienti. Se poi ci dovessi mettere anche i rimpianti per cui è impossibile rimediare beh, finisce che gatti e cani li prendo adesso seduta stante.

Cià.


The Life In A Year

giovedì 30 ottobre 2014

The Listography Project pt. 42: memorable birthdays and holidays.

Ma perché non c'è più una lista semplice? Che so, i miei dolci preferiti, o le mie bevande alcoliche preferite. Quelle le farei in una manciata di minuti, per questa ci ho dovuto pensare una settimana e con risultati non proprio dignitosi.

Compleanni memorabili: nessuno spicca tra i miei ricordi, soprattutto non per particolarità. I compleanni erano festeggiati fino a nove o dieci anni, tutti con nonne (non ho mai conosciuto i miei nonni), zii, cugini e padrini. In realtà i miei padrini sono anche i miei zii, perciò si capisce fin troppo bene che tentavo di allungare la lista degli invitati. Un paio di volte ho ottenuto che venissero invitate alcune amichette, ma vabbè, con loro giocavo spesso sicché erano giornate come altre.

Vacanze memorabili: a sei anni sono stata con la famiglia in Svizzera per partecipare ad un matrimonio. La Svizzera è bellissima in estate, in inverno non ho mai avuto il piacere (o forse no, odio il freddo).
Non per essere ripetitiva, ma anche qui ci devo mettere i miei sette giorni a Parigi.

Paris, je reviendrai!


Notre-Dame au chocolat.



The Life In A Year

sabato 18 ottobre 2014

The Listography Project pt. 41: your favorite movie stars.

Se non potessi metterci il cast dei miei telefilm preferiti credo che potrei fare un telegramma (ebbene sì, esiste ancora gente che fa telegrammi!), invece ce li metto tutti (o quasi) con il rischio di perdere il mio titolo di "Misantropia mon amour". Ah, ordine sparso, nessuna classifica (sto cercando di disintossicarmi dalla mia incetta di mania ossessiva-compulsiva dell'ordine che ho sviluppato nei mesi di lavoro).

  • Jennifer Garner (in Affleck): mi è piaciuta sin dalla prima occhiata che ho dato ad Alias, la adoro da quando ho scoperto che per le scene di combattimento e d'azione non usava controfigure. Poi è bella, brava e un sorriso che le invidio parecchio (con quelle adorabili fossette).
  • Jensen Ackles, Jared Padalecki & Misha Collins: da Supernatural ad altre cose (Ackles in Ten Inch Hero era meraviglioso... ma quando non lo è?!).
  • Colin Firth. Senza fronzoli ed altri commenti <3
  • Chad Michael Murray, Hilarie Burton, Bethany Joy Lenz, James Lafferty e soprattutto Sophia Bush: praticamente il cast principale di One Tree Hill.
  • Matthew Gray Gubler, alias Dottor Reid nel telefilm Criminal minds: semplicemente adorabile. Mi piace tutto il cast principale, ma lui sta un po' più su.


The Life In A Year


Ci sono tanti attori che mi piacciono molto, diciamo che questi sono quelli che occupano la "classe d'onore".

venerdì 3 ottobre 2014

The Listography Project pt. 40: the best gifts you've ever received.

I più bei regali ricevuti, diciamo solo i materiali.

  • Soldi. Non vorrei sembrare ingrata, ma non sono ipocrita: i miei parenti mi hanno sempre fatto regali di compleanno che non mi sono piaciuti, roba inutile o comunque bruttina. Poi, quasi si fossero messi d'accordo, hanno iniziato a darmi soldi al motto di "Compra quello che vuoi! Cose che ti piacciono, non solo che ti servono". Trovo sia liberatorio per tutti.
  • Salvadanaio. So cosa ho appena detto, ma la mia madrina di battesimo ha degli ottimi gusti e i suoi regali mi sono sempre piaciuti, quel salvadanaio di ceramica però me ne innamorai appena lo scartai.
  • Orecchini. Regalo di nonna per la cresima, l'unica cosa materiale che mi ha comprato. La migliore seconda mamma-babysitter del mondo.

The Life In A Year


Non mi viene altro in mente, forse perché ho dei gusti che non si accordano con il resto della parentela/ amici/ più che amici; forse perché ricevere un regalo mi mette a disagio; forse non ho mai ispirato voglia fare regali; forse perché in vita mia do più di quanto io riceva; forse perché dico sempre che non mi manca nulla, anche se evidentemente non è vero (ma forse sono convincente, no?). Non lo so davvero, forse la ragione non è tra queste, o forse lo sono un po' tutte.

venerdì 26 settembre 2014

Listography project pt. 38 + 39:hobbies past and present + my favorite magazines.

The Life In A Year

PT. 38: essenzialmente ho gli stessi hobbies da quando avevo circa sei anni.
  • Leggere storie
  • Scrivere storie
  • Giocare a Super Mario
  • Ascoltare musica che da sui nervi a mia madre ma che io adoro
  • Dormire (se può essere definito hobby)

E basta, credo... O quanto meno sono i più salienti.

PT 39: giornali o riviste preferiti.
Ecco, so che può sembrare strano detto da una che voleva fare la giornalista, ma non ho mai avuto preferenze. Forse perché non ho mai comprato un giornale, leggendo solo quelli che mi capitavano quando mi capitavano; a tredici anni credo di aver comprato due-tre Cioè (non di più) ma principalmente li ho comprati per il "regalo" allegato. Dire "regalo" mi ha sempre fatta arrabbiare: col cazzo che è regalo, per quello che costa il giornaletto ci ho comprato eccome l'allegato! Però riconosco che ha un fascino particolare dire "regalo" e non "allegato incluso nel prezzo, alzato di poco per giustificare la sua presenza".
Ah marketing, che strano essere...

martedì 16 settembre 2014

Listography Project pt. 35+36+37: things you like to do on your day off + most memorable injuries and illness + names of your past schools.

Le ultime settimane stanno correndo ad una velocità assurda, a confronto quelli di Fast&Furious sono vecchietti a bordo di un treruote.
Comunque, vado altrettanto di fretta, ma 'ste liste si stanno accumulando e di questo passo so bene dove arrivo. A rinunciare. Quindi no, grazie, vado di corsa ma ci sono, ho dato la mia parola (a chi non è chiaro neanche a me). E vabbè, procediamo.

PT. 35: cose che mi piace fare nel mio giorno libero:
  • niente
  • meno di niente
  • il niente assoluto.
  • se proprio mi va qualcosa: musica, lettura, scrittura, o qualche giro con gli amici.

PT. 36: gli infortuni e le malattie più clamorose:

Anche se facevo giochi violenti e/o pericolosi (tipo wrestling con mio fratello, o arrampicarmi su qualunque tipo di albero, o andare in bici troppo veloce su terreni tutt'altro che pianeggianti, o visite in case abbandonate dagli anni '50) non mi sono mai fatta più male di ginocchia e gomiti sbucciati.

Una volta, a circa nove anni, sono salita sui ponteggi dei muratori e sono caduta da quasi due metri; non ho respirato per un bel po'... mi si era anche appannato lo sguardo per mancanza di ossigeno. Poi mi sono calmata e mi sono costretta a respirare piano e poco, dopo una decina di minuti ero completamente okay.

A undici anni sono stata operata di ciste al polso. Il mio dottore era gentilissimo e bello da panico.


PT. 37: nomi delle scuole che ho frequentato.
Rispondere nuoce al mio anonimato, credo, mi mette in difficoltà... è come se raccontassi le mie cose a persone che conosco. Essendo molto, troppo, chiusa, questa cosa mi viene difficile...

Ho fatto un liceo di indirizzo umanistico.
Ho fatto un anno di università a Palermo, da cui mi sono ritirata.
Ho fatto un corso di formazione in Sicilia.

Basta.
Davvero.

See you next time. Or never. Or maybe.
Okay, have nice day!




The Life In A Year

mercoledì 20 agosto 2014

Listography Project pt. 33+34: placed you'd to visit + what you've changed since your teens.

Lista n°33: posti in cui vorrei andare. Questa lista potrebbe essere pericolosamente lunga, ma forse non quanto quella dei miei telefilm preferiti.

  • Stoccolma, Malmö e altra Svezia.
  • Helsinki e altra Finlandia, soprattutto boschi e luoghi naturali vari.
  • Parigi, ci sono stati posti che non sono arrivata a vedere e aria che non ho respirato.
  • Londra, e incrocio le dita di poterci andare in ottobre quest'anno.
  • Galles, per via di un libro che ho letto.
  • Scozia, ho visto delle foto meravigliose e conosco persone che ci sono andate.
  • Fortezza di Poenari e Castello di Bran, Romania. Il primo è il castello dove ha vissuto Vlad III di Valacchia, detto l'Impalatore e persona che ha ispirato il celebre personaggio del Conte Dracula, pare sia abbandonato e raggiungibile solo attraverso una scalinata di 1480 scalini; il secondo è quello che ai turisti spacciano come castello di Vlad, in realtà non lo è. Ma per par condicio visiterei entrambi. Mi piacciono i castelli, lo ammetto!
  • Svizzera.
  • Amsterdam.


The Life In A Year


Per ora mi fermo qui, ma probabilmente ne manca qualcuna. Pazienza.

Lista n°34: cosa cambierei della mia vita da teenager. Okay, ho molti rimpianti, ma mi limiterò a qualcosa successa nei miei primi 14-19 anni di vita. Ma qui, su questo blog, ho già reso noto qual è il mio più grande rimpianto e non sarà qui di seguito perché lo scorso anno ero già fuori dal lasso di tempo 14-19 anni.

  • Non ho mai rimpianto di non essere andata allo scientifico come tutti i miei "amici" dell'epoca, però avrei voluto pensare al futuro a più lungo termine, invece di pensare solo al futuro prossimo. Ho fatto una scuola perché era quella che volevo fare in quel momento, invece avrei dovuto scegliere una scuola superiore che mi desse una preparazione migliore e più ampia, che mi avrebbe aperto più orizzonti, penso che avrei dovuto fare il commerciale, sezione turistico. Avrei viaggiato con i numerosi progetti e avrei imparato più lingue, adesso saprei meglio l'inglese. Chissà quanto sarebbe stata diversa la mia vita, chissà chi sarei oggi...
  • Dare uno schiaffo in faccia al mio primo amore prima che sparisse in seguito all'aver ottenuto ciò che voleva: dar fastidio alla sua ex sbattendogli in faccia che aveva un'altra.
  • Avrei dovuto tentare l'università in una città lontana, non in quella più vicina: la terribile UNIPA. Forse non avrei mollato, ma se anche avessi mollato almeno avrei avuto altre esperienze.
  • Vorrei essere stata più socievole. Non che adesso lo sia, socievole dico, ma più di allora sì.

Che fatica per l'ultima lista... Così tante cose da dire e così poca voglia di dirle! Però era la giornata ideale, sia io che il cielo oggi siamo grigi.

sabato 9 agosto 2014

Listography Project pt. 31 + 32: bands you've seen live + professions you'd like to try.

I know, sono in ritardissimo. Se non dovessi sperperare il mio tempo nel tragitto che separa la mia abitazione dal luogo di lavoro... Nonononono, bando alle scuse: la verità è che sono sempre la solita procrastinatrice. Faccio sempre le cose all'ultimo sindacabile minuto, ma oggi (complice un raffreddore estivo) sbrigo qualche faccenda, tipo due liste. Temo che la mia blog-vita sarà malinconica quando finirà questo progetto, o forse sollevata per una incombenza in meno? Non so, mi do tempo per decidere. Come al solito.


The Life In A Year

Pt 31, ovvero le band che ho visto dal vivo.
Qui apriamo un capitolo doloroso, perché se tralasciamo tutti i gruppi locali sconosciuti ai più, i concerti a cui ho assistito si riducono a... uno:
  • Marta sui tubi.
Io prima di quel giorno estivo dello scorso anno non li avevo mai ascoltati. Mi sono piaciuti, anche se non ho ancora approfondito tale gradevole scoperta, mi sono piaciuti così tanto che ho avuto un colpo di fulmine per Carmelo. Per la verità, il gruppo mi faceva già una certa simpatia da quando scoprii che sono amici dei miei amati Ministri.

Foto presa dal Facebook dei Ministri, dove hanno fatto una gentile richiesta: "Ai Marta sui tubi: se rivolete indietro il vostro violoncellista dovete fare una cover dei Motorhead. Altrimenti ce lo teniamo."


E sono orgogliosa di poter dire che ho una foto insieme a Carmelo (e un po' meno orgogliosa nell'ammettere il fantastico odore che aveva il suo gilet di pelle). Ho anche una foto col frontman, ma non mi entusiasma molto viste le suppliche che io e la mia amica abbiamo dovuto fargli prima che, cu tanto di funcia (col broncio), accettasse di farsi una velocissima foto con noi.
Oggi sono in vena di confessioni.
Un paio di anni fa i Ministri dovevano partecipare ad un certo evento in un parco di Palermo, ingresso gratuito. Con le mie strette finanze e le scarse possibilità di allontanarmi da qui, e con "qui" intendo questa città sperduta da qualche parte in Sicilia, dunque chi cavolo vuoi che venga a suonare da queste parti? Comunque, dicevo... Mi ci sono voluti due mesi per convincere i miei a mandarmici, nessun amico disposto a farmi compagnia, Fratello che stava per essere convinto a portarmici (stavo per stringere un patto di sangue col diavolo, ma ne valeva la pena). Un paio di giorni prima dell'evento ecco l'imprevisto: pioggia torrenziale. Con conseguenza parco allagato ed evento cancellato. Disperazione bruciante.


Pt 32: i lavori che mi piacerebbe provare. Questa è una lista fatta per i sognatori.
  • Scrittrice. E che ve lo dico a fare. Fino ad ora ho sempre scritto per me, perché mi piace, perché è faticoso e spesso poco soddisfacente, però mi piace. Ogni tanto rifletto sulla possibilità di spedire qualcosa a delle case editrici, ma per adesso mi va bene anche così.

  • Giornalista. Se scrivere storie inventate non fosse già abbastanza, mi piacerebbe provare a scrivere per un giornale. Niente politica, economia o cronaca nera, solo cronaca. Fatti che accadono, eventi pubblici che si organizzano, curiosità, tradizioni.
  • Criminologa: lo so, tutti questi Criminal minds, CSI e libri gialli mi danno alla testa. Ma la soddisfazione di partecipare all'eliminazione di criminali dalle strade deve essere esaltante. Un lavoro che richiede molta responsabilità, ma secondo me ne vale la pena.
  • Operatore Marketing: fare brain storming, raccogliere idee, trasformarle, creare messaggi e contenuti; in sostanza, creare.
  • Mantenuta dal coniuge: okay, questo non è un lavoro, ma al momento sono così scazzata che vorrei solo comprare libri e leggere, leggere e leggere, sommersa a turno da pop corn, the al limone, Tennent's, pizza, profitterol, coniuge mantenente.
  • Autista per bands fighe: buona musica, gente bella e strana, bus da guidare durante la notte. Sì, sono strana e mi va bene così.

venerdì 25 luglio 2014

Listography Project pt. 29+30: things you would save if your home was on fire + your favorite games to play.

Ma quanto voglio bene a questo blog se scrivo un post dopo l'ultima stressante giornata di lavoro?? Eh?
E per cosa poi, per scrivere a proposito di sfighe disastrofiche. Cosa salverei se la mia casa andasse a fuoco? Ma anche no! Preferirei salvare la mia intera casa, grazie. Da qui potrei ricavare una qualche lezione filosofica sul materialismo e simili. Mah, vabbé.
Quindi, salverei:

  • Parenti rimasti intrappolati, compreso quel rompicoglioni plus di Fratello (vabbè, magari una piccola ustione gliela faccio provare).
  • il mio cassetto delle cianfrusaglie: ci sono ricordi, diari, i miei manoscritti... Mi verrà la depressione di 'sto passo.
  • gli orecchini che mi regalò nonna Cents per la cresima.
  • almeno quattro libri, quelli stampati negli anni '70 che hanno un odore irriproducibile. Sono i libri che mi hanno fatto amare la lettura, non potrei lasciare tutto al fuoco.

Dopo di ché, facciamo corna a terra, tocchiamo ferro, compriamo questi


e per sicurezza se avete altri riti contro la sfortuna beh, questo è il momento di farli.


Bene, passiamo alla parte più piacevole: la lista 30 riguardo i miei giochi preferiti.
Siccome gioco poco e in linea di massima gioco ancora con le stesse cose, beccatevi questi:

  • Super Mario bros.. Nessuna spiegazione. Lui è immortale. Ci gioco ancora ma solo e sempre nella stessa versione: il classico primo.

  • quel gioco della Nintendo dove si doveva sparare alle anatre e se le mancavi usciva dalle siepi quel maledetto cagnaccio al quale tutti, credo, abbiano tentato di sparare almeno una volta nella vita. Quel cagnaccio assomigliava a quello ugualmente sghignazzante della corsa più pazza del mondo. 


  • vari giochi di diverse tipologie scovate su internet. Non sono una grande appassionata, si nota?

E con ben due liste inauguro l'inizio del mio week end esclusivo a base di pigiama, pop corn salati, Alias e the freddo al limone. Una fantastica esperienza da eremita.
Au revoir!



The Life In A Year

sabato 12 luglio 2014

The Listography Project pt. 28: people from history you'd like to have a conversation.

Sorvolando sulla differenza di linguaggio, mi farei volentieri una chiacchierata con:

  • Nietzsche: quante domande gli farei, quante curiosità vorrei soddisfare! Discorrere sulla vita, sul nichilismo, su come guardava in faccia il mondo attraverso questa sua ideologia, come è arrivato a queste conclusioni (e se si aiutava con qualche sostanza), parlare di leggerezze e di persone.

  • Kathleen E. Woodiwiss: non so se possa essere considerata una "persona dal passato", è passata oltre nel 2007, mi pare relativamente poco... Comunque sarebbe un piacere poterle parlare. Raccontarle quanto ha significato per me quindicenne leggere le sue parole, cosa vedevo oltre alle parole d'inchiostro, oltre i nomi e i fatti. Chiederle se ha rimpianti, se avesse altre storie per la testa (e quali fossero). Le chiederei se credeva nell'amicizia, perché ha sempre scritto storie d'amore (quasi sempre contorte, irrazionali, improbabili), ma nessuna amicizia mi è rimasta particolarmente impressa, impallidivano tutte di fronte all'amore; mi chiedo se ci credesse, nell'amicizia, perché non ne ha mai parlato se non come cornice. Avrei bisogno di un quadro dipinto con le sue parole. Avrei bisogno di sognare cose piacevoli.

  • Stendhal: beh, in teoria io con lui ci ho già parlato... quando ho visitato la sua tomba a Montmartre. Ho detto quello che volevo dire in faccia alla lapide marmorea con il suo volto scolpito di profilo. Ma avere una conversazione con lui sarebbe, in termini profani, una figata assoluta. Due polemici che conversano davanti ad un cappuccino (ovviamente disquisendo dei pregi e dei difetti della bevanda prima di dedicarsi alle cose serie). Sapere di più sulla società in cui viveva lui e quali romanzi avrebbe scritto se fosse vissuto negli anni '90/2000.


Ah, belle cose!


The Life In A Year

giovedì 3 luglio 2014

The Listography Project pt. 27: your favorite restaurants.

The Life In A Year



Ovvero, dove completare la propria trasformazione in Homer Simpson.
A dire il vero non mangio spesso fuori casa, tanto meno nei ristoranti. Ma qualche posticino dove mangiare come se non ci fosse un domani ne ho qualcuno:

  • Paninaro vicino al mercato del pesce: non lasciatevi ingannare dai vicini, quello è il paninaro che prepara i panini con le panelle più buoni che io abbia mai mangiato. Quando qualcuno mi comunica che non gli piacciono le panelle la mia reazione in genere è un sorrisetto di sarcasmo misto a compassione, seguito dalla fatidica frase "Ecccerto, non hai mangiato quelli lì!". Altrimenti sei un povero mentecatto, sorry.
  • Bar V.: le migliori arancine. Stop.
  • Pizzeria P.: anche questa non ha bisogno di spiegazioni: the best, THE NUMBER 1.  Soprattutto pizze e dolci sono semplicemente meravigliosi. Gustosi. Saporiti. Deliziosi. E potrei andare avanti così per una giornata intera. Ecco un paio di prove (guardate e invidiatemi).



Guardate questa opera d'arte: dadolata di pomodorini, gamberetti e zucchine alla julienne. E se ve lo dice una che non mangia pizza e pesce, fidatevi: vorrete mangiarvi pure il piatto!


PS: che si nota che sono di cattivo umore? (Mi pare già di poter sentire gente in coro che si scambiano occhiate recitando un NOOOO).

domenica 29 giugno 2014

The Listography Pt. 25 + 26: things most people probably don't know about you + bad things you did as a child.

Ci ho dovuto riflettere a lungo. Il fatto è che non mi confido quasi mai, mentre ad alcuni amici racconto un certo tipo di cose ad altri ne racconto di altro tipo. Per esempio, non parlerei mai al mio amico V. di "questioni sentimentali" ma gli racconto qualunque mia opinione/ commento/ ipotesi fantasiosa/ ossessione/ infatuazione/ antipatia/ ect sui personaggi e i libri che leggo. Al mio amico A., invece, riesco a confidare le mie questioni sentimentali (ho rotto a lui quanto ai miei poveri lettori riguardo alla mia cotta per Mister X), ma di contro non gli parlerei mai di ciò che riguarda le mie letture.
Quindi ho qualche difficoltà, lo ammetto.
Ma 'sta lista s'à da fà, Hillary ha detto che "se proprio non riesci ad aprirti alle persone, almeno fai qualche tentativo", sicché.

  • io scrivo una storia. Mi sembra ridicolo dire che sto scrivendo una saga di romanzi stile One Tree Hill. Io non l'ho detto, eh! Comunque ci lavoro da quando ho sedici o diciassette anni, calcolando gli anni di fermo e gli anni di scrittura resta comunque un bel po' di tempo. Questa cosa la sanno soltanto due delle mie più fidate e più strette amiche, soltanto una delle due ha letto il primo "capitolo della saga". Al resto ci sto lavorando. Cazzo se è stato difficile costringere le mie dita a digitare questi tasti. Sono sempre stati così resistenti?
  • passando ad aspetti meno intimi rispetto al precedente punto, sono ossessionata dai peli delle mie ascelle: faccio la ceretta DUE volte ogni settimana. Me ne frega poco se è estate o inverno, se sono single oppure no o quasi, ma quei peli non devono esistere!
  • mi rilassa molto tapparmi le orecchie con le mani e ascoltare il mio respiro, costringerlo ad essere lento, profondo e ritmico.
  • quando esco di casa e sono in macchina verso la mia destinazione mi controllo sempre le scarpe, controllo di aver messo due scarpe dello stesso paio. 'sta storia è iniziata a circa dodici-tredici anni, ma ricordo che già alle elementari avevo spesso lo stesso incubo: mio padre mi lasciava a scuola e mentre ero in corridoio mi accorgevo di non avere le scarpe, solo un paio di tristissimi calzini.

The Life In A Year


Lista n°26, ovvero di cose cattive fatte da me bambina. In realtà ero una tipa tranquilla che non voleva farsi rimproverare da parenti e maestri, ma ogni tanto una "cattiveria" la commettevo anche io. Ecco i mea culpa, diciamo del mio primo decennio di vita:
  • quando giocavo a nascondino con i miei cugini e gli amici truccavamo la partita: ci aiutavamo a vicenda per far sì che toccasse sempre agli amici contare. Ogni tanto uno di noi si faceva beccare di proposito (per gettare fumo negli occhi a quei poveri bambini) e così doveva contare, ma anche lì c'era il trucco: tra noi cugini non ci "denunciavamo", anzi sorridevamo e indicavamo il nascondiglio degli amici. Piani malefici, lo so, ma i legami di sangue sono importanti, eh.
  • un paio di volte alle elementari ho rubato i gessetti dalla lavagna.
  • ho buttato nella spazzatura (e poi sempre negato alcun mio coinvolgimento nella sparizione) la lucertola di plastica di mio fratello, in primis perché già mi facevano troppo schifo quelle bestiacce, poi perché mio fratello lo sapeva e si divertiva a lanciarmela addosso o farmela trovare tra le mie cose. Ricordo che presi la pinza dalla cassetta degli attrezzi di papà per prelevare quella cosa e buttarla, un giorno che ero da sola in casa con mia nonna. Ma questa non la considererei una cattiveria, ma semplice istinto di conservazione. E vendetta anche.


Credo possa bastare (pigrizia is the way). See you soon!

venerdì 13 giugno 2014

The Listography Project pt. 23 + 24: your favorite websites + American's cities you've visited.

Fondamentalmente potrei senza remore evitare entrambe le liste, ma una volta nella pista da ballo si deve ballare, no? O quantomeno dimenarsi un po' sul posto, a bordo pista.

The Life In A Year


Pt. 23: siti web preferiti. Ebbene, non ne ho di preferiti. Gironzolo poco, non compro su internet, mi scoccia mettere sempre il naso dappertutto. Una ossessione per volta, grazie.
  • Blogger in generale, quelli di cui sono follower.
  • Ryanair.com: spero sempre nella botta di culo di un volo molto low-cost.
  • Gioco.it: tanti giochi gratis, contro ogni noia che può affliggere il tempo libero degli scapoli asociali.

Pt. 24: infinita tristezza. Niente da scrivere, qui. A meno che non conti mangiare da McDonald come città americana visitata. Quindi siccome mi va di distrarmi e a quanto pare non è proprio possibile in questa gabbia dove attualmente sono rinchiusa (domande su domande e nessuno capisce il senso parafrasato di "non rompeteci la minchia"), vi elenco le città americane che ho trovato più spesso raccontate nei libri; strano quanto alcune città si ripetano.
  • Chicago, Illinois. Voglio andarci e abbuffarmi delle squisitezze super-caloriche di cui ho tanto letto.
  • Charleston, South Carolina.
  • New Orleans, Louisiana.
  • New York. Soprattutto Manhattan e Brooklyn.
  • St. Louis, Missouri.
E non me ne vengono altre in mente, per ora.
Goodbye!

mercoledì 28 maggio 2014

Listography pt. 21 + 22: Things people should remember you for + the most memorable friends from your past.

Pt. 21: cose per cui la gente dovrebbe ricordarmi. E chi sono io per dirlo? Vabbè, tiro a indovinare.

- ho più libri che vestiti.
- la mia straordinaria capacità (*cit. necessaria) di interpretare una canzone in playback in perfetto stile attrice.
- fare previsioni che si avverano.
- faccio una guacamole fantastica (caspita, che modesta oggi! Come si suol dire, me la canto e me la suono).


 
Pt. 22: ecco, io questa lista non l'ho capita fino in fondo... Se dovessi elencare tutti gli amici più importanti del mio passato allora sarebbero quasi tutte persone con cui non parlo più. Se, invece, devo elencare i migliori amici che ancora ci sono sarebbero i seguenti:

- Q: dal terzo anno di liceo siamo diventate così amiche da farci le confidenze più personali immaginabili, il ché a volte è stato imbarazzante ma poi ci si rideva su ed era tutto okay; adesso siamo ancora amiche, ma non abbiamo adesso quel rapporto di "sorellanza" che avevamo fino a un anno fa.

- G: come farei senza di lei non so, gente. Anche se fidanzatissima e lontanissima lei per me c'è sempre dal liceo ad oggi, e io per lei.

- V: il mago dei pc. Non credo di aver mai reso nessuno così partecipe dei miei pipponi mentali sui personaggi dei libri che ho letto.

- A: sorvolando sul fatto che a Parigi lo chiamavamo Re A. a causa del suo ego, è comunque un ragazzo disponibile, poco egoista, che sa alternare momenti di sarcastico sberleffo a momenti di coscienza matura.

- R, anche chiamato da me Bubu (hey, mi chiama Scimmia, ha cominciato lui!): non è stato un inizio idilliaco. Anzi. Diciamo pure che non è stato un inizio, abbiamo limonato ubriachi la sera stessa che ci hanno presentati. Ma siamo diventati amici e questo mi piace molto perché lui è simpatico, più pazzo e fuori dalle righe di me, ma ha intelligenza e cuore grande.

Poi ci sono A, F, L (lo so che il post così sembra un codice fiscale frantumato e rimesso insieme a caso) e tanti altri individui così diversi uno dall'altro che rendono la mia vita più ricca e variegata ma troppo zucchero si sa, caria i denti.




The Life In A Year

sabato 17 maggio 2014

The Listography Project pt. 20: my favorite songs.

Anche questa lista, come quella dei libri e dei telefilm, potrebbe essere difficile e prolissa. Pericolosa, ché mi riporta a particolari ricordi... Ma procediamo:


The Life In A Year


  • Tutti quanti voglion fare jazz: lo so che Gli Aristogatti è solo un cartone animato, ma io ne conoscevo perfettamente testi e suoni, comprese le canzoni (che di solito snobbavo); lo adoravo, insieme ad altri cartoni, comunque mi ricorda pomeriggi estivi della mia infanzia in compagnia di cugini. Bei tempi e bella canzone.
  • The bad touch, Bloodhound Gang: stupidi balli vestiti da scimmie, ah che momenti esaltanti degli anni '90!
  • What's my age again, Blink 182: mi ricorda la fine delle scuole medie. Odiavo le medie, non vedevo l'ora di andare avanti. E mi mette allegria.
  • Basket Case, Green Day: "Do you have the time to listen to me whine about nothing and everything all at once? I am one of those melodramatic fools, neurotic to the bone, no doubt about it! Sometimes I give myself the creeps, sometimes my mind plays tricks on me. It all keeps adding up, I think I cracking up. Am I just paranoid? Or I'm just stoned".
Ecco, praticamente sono io.

Si meriterebbe un premio chi si è letto e/o ascoltato tutta la lista delle mie best songs (e non sono tutte!). Vi prego non uccidetemi, io vi voglio bene (e non dubitate, per dire io una cosa del genere o sono ubriaca o sono strafatta di musica; a voi la scelta).
Stay tuned!

martedì 13 maggio 2014

The Listography Project pt. 18 + 19: posti dove cazzeggio + momenti imbarazzanti.

Mi trovo abbastanza in difficoltà con queste due liste perciò le metto insieme e vediamo che disastro ne viene fuori; questo perché i posti dove vado con gli amici hanno la snervante abitudine di chiudere, mentre di momenti imbarazzanti ne ho vissuti abbastanza da sviluppare un grazioso istinto di archiviazione: vengono seppelliti in un angolo buio del cervello e coperti con altri ricordi, in quello stesso angolo in disuso dove conservo i consigli mai richiesti di gente inutile e le rare nozioni matematiche che ho capito al liceo.


The Life In A Year

Dopo un'attenta ricerca archeologica (*citazione necessaria), ecco qui:
Bar V: i dolci e le arancine (non ditemi arancini perché vengo lì e vi spezzo le rotule) più saporiti e deliziosi di tutta la città. Nominatemi un altro posto e io vi snobberò, a meno che non stiate parlando di...

Bar E: cornetti degni di vittoria del coppino d'oro, aperti tutta la notte a prezzi molto bassi, cornetti buoni da diventare maniaci culinari. Oddio che brutto accostamento m'è venuto da scrivere.

U: era IL posto. L'unico posto in città per ascoltare musica rock (in particolare i classici), anche dal vivo. Con un adorabile dipinto dell'ultima cena raffigurante i migliori musicisti di fine Novecento che mi provocava un intenso istinto cleptomane. Tutti i sabato, per tutto il sabato.

...(non mi ricordo il nome): vasta scelta di birre (chiare, rosse, scure, alta/media/bassa gradazione, prodotte in tutta Europa), non c'è bisogno di dire altro. Tranne: I love Tennent's.


Momenti imbarazzanti saranno pochi quelli riportati che poi mi metto a ridere e non sta bene in mezzo a tante persone serie.
-svariate cadute pubbliche.
-due volte ho parlato male di una prof in classe; entrambe le volte lei era dietro di me.
-in giro per il campus universitario di Palermo, camminavo con le cuffie alle orecchie e a fine canzone (era "Come as you are", dei Nirvana) mi sono accorta che stavo cantando. Stessa cosa accaduta anche altre due volte.
-io che, in zona pubblica con musica, alzo la voce per dire qualcosa ad un amico; la musica si ferma mentre io urlo qualcosa a proposito di vacche e vestiti neri.
-risposta sbagliata alla domanda "quanti anni hai?". Giuro di non aver mentito di proposito.
-io che borbotto "porca la miseria puttana!" mentre il medico mi poggia il cotone imbevuto di disinfettante dove ha appena prelevato. M'ha sentita.
Ma non mi pento, dato che ancora mi fa male e che mi si è gonfiato il gomito.

giovedì 24 aprile 2014

The Listography Project pt. 17: my favorite tv shows of all time.

Da brava bimba degli anni '90 senza vita sociale ma in compenso portatrice sana di una gran dose di pigrizia, ho visto millemila serie tv. Ecco perché questa lista (con un ordine cronologico non proprio perfetto) è pericolosamente lunga, soprattutto se paragonata ai miseri episodi precedenti. Tranqui, ne dimenticherò tanti però immaginate che delirio mentale regna perpetuo nella mia testa.


The Life In A Year


Friends

Will & Grace

Dharma & Greg (caspita quanto avrei voluto avere genitori "eccentrici" e strambi come quelli di Dharma)

La Tata

Willy il Principe di Bel Air

Malcom

Buffy

Le cose che amo di te

Prima o poi divorzio

La vita secondo Jim

CSI: scena del crimine

Perfetti... ma non troppo

One Tree Hill

Scrubs

Supernatural

Alias

Nip/Tuck

Tutto in famiglia

Desperate Housewives

Criminal Minds (lo spin-off mi fa abbastanza schifo, infatti non lo guardo. E ridatemi Emily Prentiss)


White Collar

Veronica Mars

Reaper

Chuck

How I met your mother

My name is Earl

The Big Bang Theory

Life Unexpected (ultima puntata deludente, campata in aria come poche altre)

Le regole dell'amore (Rules of engagement)

90210 (lo spin-off di Beverly Hills 90210, che però non mi piaceva) e Streghe (li metto insieme perché non è che mi piacessero più di tanto)

True Blood (ma solo perché c'è Alexander Skarsgard che, euhm, recita bene)

American Horror Story



Ultimamente mi sta acchiappando anche Brothers&Sisters.
Già, ho notevolmente bisogno di aiuto professionale. O della sbronza che avrò domani. O di altre serie tv...

martedì 22 aprile 2014

The Listography Project pt. 15 + 16: my best purchases + my proud accomplishments.

Ovvero i miei soldi sperperati per cose superflue da cui ho ricavato una certa soddisfazione i miei migliori acquisti. Evitando di scrivere ogni libro acquistato da oggi (ebbene sì, oggi) all'alba dei tempi, anche perché oggi sono vitale quanto un bradipo sotto valium o un orso in letargo.


The Life In A Year


Burrocacao: premetto che io faccio parte della categoria femminile che pensa che il burrocacao sia soltanto un rossetto generalmente privo di colore, utile solo per tormentarsi le labbra e rischiare che un soggetto maschio improponibile pensi che gli stai suggerendo di baciarti. Brrrr.
L'ho comprato in un supermercato parigino del quartiere musulmano (presidiato all'entrata da un uomo di colore alto due metri, con la corporatura di un giocatore di rugby), dopo aver preso l'insolazione per una giornata di sole, le labbra me le sentivo tirare e si erano gonfiate che Valeria Marini levate proprio. Per un paio di euri ho preso questo burrocacao lasciandomi convincere da un amico delle sue qualità (e del profumo). Ebbene, io amo quel burrocacao e di tanto in tanto me lo sniffo. Profuma di dolci e di paradiso.

All Star by China: somigliano precise alle originali, con la differenza che queste le ho comprate per 10 € e che non si sono distrutte dopo sei mesi come mi succede con le originali.

Penne Bic: io senza quelle non scrivo. Anche perché le altre le rompo subito, chissà come.


La lista 16 riguarda le cose che ho fatto di cui sono più orgogliosa. Beh, in fondo mi accontento ogni giorno di piccole soddisfazioni, quindi li elenco in generale:

Essere riuscita a non mandare una persona a quel paese.

Mandare una persona a quel paese.

Finire un libro di cinquecento pagine in due giorni, nonostante gli impegni.


Adesso non mi sovviene altro, sicché au revoir mon cher!

domenica 6 aprile 2014

The Listography Project pt. 13 + 14: people I've lived with + books I love.

La lista numero 13 dovrebbe elencare le persone con cui ho vissuto, parenti esclusi. Ecco, io non sono andata all'università e la relazione più stabile e seria che io abbia mai avuto è quella che ho con un tizio su Ruzzle. Ci sfidiamo a vicenda da mesi. Ma forse questi non sono criteri sufficienti per chiedergli una convivenza, non dite?
Comunque, dovendo scrivere qualcosa (my home, my rules) per adempiere alla missione vi nomino le iniziali:
A.
A.
F.
V.

Che per inciso sono le persone con cui ho passato 7 giorni a Parigi. Nessuno mi ha mai svegliata con la dolcezza di A, come se non bastasse il suo talento nel fare dolci da morire di felicità. Adesso ricordo con un sorriso il fatto che nella stanza d'albergo di noi ragazze non c'era un bagno: c'era uno sgabuzzino di un metro quadro con il wc e la cabina doccia (solo la cabina doccia) a tre passi dal letto; questo ci costringeva a stare nella stanza dei ragazzi mentre una faceva la doccia. Adesso non mi sembra più un disagio, mi sembra semplicemente una cosa strana accaduta ad una ragazza strana.
Direi che ho rimediato al vuoto di questa lista.

Credo sia impossibile andare a Parigi e non ritrovarsi osservati dallo sguardo maligno e ipnotico de le Chat Noir.

La lista numero 14 potrebbe essere molto lunga, ma con mio sommo dispiacere farò una scrematura molto essenziale (ho un'intera pagina dedicata ai miei libri, qui):

Il fiore e la fiamma, di Kathleen E. Woodiwiss. Io grazie a quel libro ho iniziato ad amare la lettura. Anzi, grazie a quella scrittrice, visto che ho la maggior parte dei suoi libri (per completare la mia dichiarazione d'amore posso aggiungere solo che ho letto le seicento pagine di Come cenere nel vento in due giornate)

Saga dei vampiri di Chicago, di Chloe Neill. Se lo dice una che odia i vampiri per pregiudizio, è proprio una bella saga (no, non mi pagano per dirlo. E no, non mi piace solo perché uno dei protagonisti è uno svedese coi capelli lunghi e gli occhi verdi. Nego e rinego!)

Delitto e castigo, di Dostoevskij

La fattoria degli animali, di G. Orwell

Orgoglio e pregiudizio, di Jane Austen


M'ha salvata il campanello, solo così potevo fermarmi :D
Non posso dimenticare il ban:


The Life In A Year

mercoledì 26 marzo 2014

The Listography Project pt. 12: my crushes.

Ero abbastanza combattuta se fare o no questa lista, data la sfiga che mi ha sempre accompagnata. Se sono così sfigata da mettere una maglietta nell'unico giorno del mese a necessitare almeno una felpa, se sono così sfigata da beccare l'unica Ape originale degli anni settanta quando sono in fottuto ritardo, se sono così sfigata che manco ve lo dico, insomma, perché non avrei dovuto esserlo anche in ambito amoroso? Ecco, infatti. Infatti ogni mia cotta è finita a male. Poi dicono che essere asociali è una brutta cosa. Sono asociale, non sociopatica; c'è differenza. Comunque, non siamo qui per disquisire di psicosi e casi psichiatrici. Dopo la quinta puntata della seconda stagione di American Horror story non ho più certezze. Datemi un fazzoletto, sniff.
Ma come diceva una canzone:

M'importa poco, io oggi vado al centro commerciale
e il mio problema è solo dove parcheggiare.
Ohoo ohoo, ma a me non me ne frega tanto
Ohoo ohoo, io sono un italiano e canto
E datemi Fiorello e Panariello alla tv
Sono un italiano medio, nel blu dipinto di blu.

(Articolo 31, L'italiano medio, dall'album "Italiano medio" del 2003). Ora che ho dimostrato il mio stato d'animo faccio un riassunto, ché non me la sento di ciarlare su 'ste beghe.


The Life In A Year


G. e F. : rispettivamente i più gettonati alle elementari e alle medie. Non solo ero amica di entrambi, ma F. si era messo insieme alla mia migliore amica dell'epoca.

M. : il mio primo fidanzatino. Quello del primo bacio, praticamente. Mi ha mollata perché mi rifiutai di andare a casa sua quando lui era malato. La presi con filosofia: non mi vuoi? Ciao!

Sconosciuto: a tutte le donzelle sarà capitato di restare affascinate da uno sconosciuto che prende il tuo stesso autobus per andare a scuola. Per un paio di mesi mi sono limitata a scrutarlo da lontano, giusto la mattina che avevo deciso di parlargli BAM. L'ho beccato con una che gli stava incollata addosso.

D. : mi piaceva un sacco, lui. Dopo alcune uscite in gruppo e qualche chiacchierata ho scoperto che ci provava con me per infastidire la sua ex, le aveva anche raccontato che gliel'avevo data (abissale bugia, a meno che non l'abbia sognato). Altro che "super sweet sixteen". Da allora non ho la cotta facile e tutti quelli che si chiamano come lui mi fanno antipatia a pelle.

L. : e la sfiga continua. Mi piaceva e poi si è messo con una mia amica. Quanto meno nessuno sapeva che mi piaceva e mi sono risparmiata pietà e commenti.

C. : fratello di una mia amica del liceo. Ma forse più che cotta era ammirazione, apprezzavo che fosse intelligente e colto pur avendo un carattere da buffone.

Mister X: no, davvero. Ne devo ancora parlare? Ho persino un'etichetta per tutti i post che citano/parlano di lui! Anche se di tutti (in questa lista presenti e non) è l'unico che rimpiango, però mò basta.

Ricordate le sagge parole di un'altra canzone:

Stavolta non ci casco, sei tu che devi dirmi cosa stai cercando [...]
Hey, qui si cerca una novità ma soltanto di qualità
Stiamo aspettando, si faccia avanti un altro
MA che sappia quello che fa
e che gli importi se lo stai imbrogliando.
Si faccia avanti un altro!

(Gemelli DiVersi, Avanti un altro, dall'album Reality Show del 2004)