In Italia abbiamo questa meravigliosa cosa che la prima domenica del mese le entrate nei musei e altre opere statali sono GRATUITE, il che per quelli poveri come me è un'offerta che non si può rifiutare.
La prima domenica di luglio eravamo a Roma e abbiamo risparmiato parecchio, la prima domenica di ottobre invece eravamo a Marsala (TP). Più precisamente al Baglio Anselmi, meglio noto per ospitare i resti di una nave punica e per gestire il museo a cielo aperto che comprende una strada di epoca romana, una villa (con tanto di abuso edilizio: pare infatti che in qualche modo i proprietari della villa si siano impossessati di una parte di strada pubblica; si vede che certe cose le abbiamo sempre avute nel sangue!) e le basi di case e strade di un piccolo quartiere.
Ovviamente foto a go go, una sola guida per tutta la struttura (e che manco a dirlo, era a metà del suo ultimo giro quando siamo arrivati) e un bel sole nonostante fosse una settimana che ci tormentavano preannunciando temporali, tuoni e lampi. E invece nisba mal tempo, si va a fare i turisti!
Vedete, le fidanzate di solito vogliono essere scarrozzate in giro per negozi e centri commerciali, ma siccome a me da troppa ansia fare shopping allora mi faccio portare in giro per ruderi e anticherie.
Dicevo, il primo ottobre siamo andati in un museo di Marsala (famoso anche il Museo degli Arazzi, ma non lo abbiamo ancora visitato) che si trova proprio sul lungomare ma purtroppo non ho foto perché ero troppo distratta dal sole inaspettato per ricordare di fotografare la facciata. La prima foto è di una specie di atrio che collega il museo "interno" con quello all'esterno del quale narravo poc'anzi. E lì abbiamo incontrato un'adorabile micio che stava stravaccato a giocare con l'erba, poi si è venuto a distendere vicino a noi e faceva le fusa e la pasta prima ancora che mi mettessi ad accarezzarlo. Poi non so perché, all'improvviso l'ingrato si è messo a soffiarmi contro.
All'interno ovviamente non ci sono solo i resti della nave punica, per esempio hanno asportato dalla villa romana un mosaico che tengono al sicuro in una teca, esattamente come molto altro che vedremo dopo.


A sinistra, ciò che è rimasto dei componenti in ferro di una bilancia, compresa la statuetta della dea Minerva come simbolo di giustizia.
A destra, una iscrizione con il riflesso dei miei stivali sulla teca.
Tra le tante teche, le foto che riporto contengono vasi dipinti sia di ceramica che di terracotta, lumi e lumini.
Le anfore si trovano nelle sale che contengono i celebri resti della nave punica, un televisore che manda in loop un documentario sulle navi puniche e le varie strategie di attacco e di difesa, le teche con altri resti come chiodi, pezzi di ancore e altro.
Infine, nel museo sono anche presenti riproduzioni di sculture e sculture originali, come una Venere che non sono riuscita a fotografare (è vietato l'uso dei flash in tutta la struttura naturalmente, purtroppo in molti punti la posizione dell'illuminazione non favorisce la fotocamera). Il busto di un soldato romano sono riuscita a fotografarlo perché esposto alla luce da una finestra sull'atrio che vi ho mostrato all'inizio.
Ci sono molte altre cose da vedere, ovviamente non potevo mostrare proprio ogni cosa.
Della villa per esempio non ho fotografato nulla, mi sono spazientita perché la qualità era davvero penosa, non all'altezza di quello che vedevo.
Grazie al Quasi-Ingegnere mia dolce metà posso però mostrarvi qualcos'altro.
La prima è la strada romana principale, la seconda è ciò che si può guardare dal medesimo punto ma verso la città; so che non si vede bene ma seguitemi con l'immaginazione: stando al centro della strada si può vedere dritto non solo fino a Porta Nuova (l'arco che si vede) ma anche la strada principale chiamata poi Cassaro (sarebbe via XI Maggio, dove si passeggia tra negozi, edifici antichi, bar, ristoranti, pub ed enoteche, se vi capita assaggiate il vino liquoroso Marsala Rubino: è eccezionale) e fino all'altro arco, che è Porta Mazara. Le quattro porte fanno parte di quella che era la cinta muraria medievale, ma da quella strada principale romana si riesce ancora a vedere tutto il Cassaro da una porta all'altra. Ah, la magia della storica architettura urbana!
Tanto per la cronaca, ne sono uscita abbastanza soddisfatta, nonostante le cinque ore di sonno che hanno preceduto questa visita. Chissà dove ci trascineremo il prossimo mese!
All'interno ovviamente non ci sono solo i resti della nave punica, per esempio hanno asportato dalla villa romana un mosaico che tengono al sicuro in una teca, esattamente come molto altro che vedremo dopo.


A sinistra, ciò che è rimasto dei componenti in ferro di una bilancia, compresa la statuetta della dea Minerva come simbolo di giustizia.
A destra, una iscrizione con il riflesso dei miei stivali sulla teca.
Tra le tante teche, le foto che riporto contengono vasi dipinti sia di ceramica che di terracotta, lumi e lumini.
Ci sono inoltre un gran numero di anfore, di diversa forma a seconda della popolazione di origine (greca, romana, maltese, macedone, punica e altri che per ora non ricordo). Si trovano in diversi punti di due grandi sale, alcune sono disposte in file come soldatini, altre in una specie di soppalco a gradini che li fa somigliare ai cantanti di un coro.
Le anfore si trovano nelle sale che contengono i celebri resti della nave punica, un televisore che manda in loop un documentario sulle navi puniche e le varie strategie di attacco e di difesa, le teche con altri resti come chiodi, pezzi di ancore e altro.
Ho trovato molto interessanti anche i segni che esseri viventi marini hanno lasciato su molte anfore ma anche le teche dedicate agli usi domestici quotidiani di vari recipienti di terracotta e persino di ricette (provate a ingrandire le foto se non si legge).
Ci sono molte altre cose da vedere, ovviamente non potevo mostrare proprio ogni cosa.
Della villa per esempio non ho fotografato nulla, mi sono spazientita perché la qualità era davvero penosa, non all'altezza di quello che vedevo.
Grazie al Quasi-Ingegnere mia dolce metà posso però mostrarvi qualcos'altro.
La prima è la strada romana principale, la seconda è ciò che si può guardare dal medesimo punto ma verso la città; so che non si vede bene ma seguitemi con l'immaginazione: stando al centro della strada si può vedere dritto non solo fino a Porta Nuova (l'arco che si vede) ma anche la strada principale chiamata poi Cassaro (sarebbe via XI Maggio, dove si passeggia tra negozi, edifici antichi, bar, ristoranti, pub ed enoteche, se vi capita assaggiate il vino liquoroso Marsala Rubino: è eccezionale) e fino all'altro arco, che è Porta Mazara. Le quattro porte fanno parte di quella che era la cinta muraria medievale, ma da quella strada principale romana si riesce ancora a vedere tutto il Cassaro da una porta all'altra. Ah, la magia della storica architettura urbana!
Tanto per la cronaca, ne sono uscita abbastanza soddisfatta, nonostante le cinque ore di sonno che hanno preceduto questa visita. Chissà dove ci trascineremo il prossimo mese!





























