mercoledì 3 febbraio 2016

Angolo libro 2016: Gennaio.

Hola!
Nonostante i ridotti tempi dedicabili alla lettura, tra amici, fidanzato, ricerca lavoro e casalinghe disperate (no davvero, sono una pessima casalinga, poi un giorno magari racconto) sono riuscita a completare la lettura di due libri e a iniziarne un terzo.

La prima lettura dell'anno è stato un thriller poliziesco di fattura italiana: Il suggeritore di Donato Carrisi e posso dire senza alcuna remora che lo adoro, quasi quanto ho adorato Pierre Lamaitre. Il racconto si apre subito con l'accompagnamento del profiler Goran Gavila nel sito di un singolare ritrovamento: sei buche contengono altrettante braccia, appartenenti a sei bambine scomparse nel giro di un mese. In seguito alla scoperta che una delle bambine non è stata dichiarata scomparsa, viene invitata a unirsi al gruppo di profiler di Gavila una poliziotta esperta nella ricerca di minori scomparsi, Mila Vasquez.
La ricerca dei corpi delle povere bimbe porta però la squadra (Goran, Mila, Stern, Sarah Rosa e Boris) a scoperte sempre più inquietanti e criminose, come la consapevolezza che la bambina sconosciuta è ancora viva. Ogni volta che un cadavere viene rinvenuto, sbuca fuori anche una storia orribile sepolta e mai scoperta: ad esempio, perché il primo cadavere viene trovato per caso nel bagagliaio di un uomo dalla vita apparentemente perfetta? Perché l'uomo perfetto (marito perfetto, lavoro, beneficenza, rapporti coi vicini, tutto lindo) in realtà nascondeva una doppia vita nel Lato Oscuro. Come è morto davvero il bimbo nell'orfanotrofio ormai chiuso dove è stato trovato il secondo cadavere? Perché un altro cadavere nel giardino di un riccone in mezzo a tanti cadaveri più antichi? E via dicendo. Ogni ritrovamento porta alla scoperta di altri crimini irrisolti o di cui non si sapeva neanche l'esistenza. Il colpo migliore è l'ultimo: un cadavere viene trovato nell'appartamento dove la squadra si riunisce per lavorare sul caso. Da quel momento si dubita di tutti perché il serial killer, che loro hanno soprannominato Albert, ha insegnato loro che dietro la facciata di chiunque può esserci del marcio e che per quanto lo si nasconda, prima o poi verrà fuori, alla luce.
Pieno di colpi di scena e di dettagli, ben pensato e ben scritto, solo a volte (soprattutto all'inizio) l'ho trovato un po' lento (ma più si va avanti e più si vorrebbe scoprire, non so se per curiosità o perché la lentezza sprona a correre) oppure troppo veloce; per chi, come me, ha visto centinaia di film e telefilm su profilers e serial killer, le deduzioni del suo protagonista hanno senso e logica, sono teorie su cui ci si poteva arrivare da soli, ma mi sono resa conto che per chi non è abituato a leggere o vedere in questa ottica allora potrebbe risultare un po' faticoso capire, oppure ci si confonde (in fondo è questo che trovo affascinante: come un piccolo dettaglio, che sia la posizione di un arto, o le condizioni di un luogo, possano raccontare la personalità e le intenzioni intime di un altro essere umano, che pur ragionando in termini socialmente inaccettabili ha comunque la sua logica e la sua natura umana). Questo è quello che insegna un thriller ben fatto, come le persone che commettono delitti orribili non sono mostri e non sono necessariamente malati di mente, sono comuni esseri umani.
Inoltre manca di una ambientazione generale. Non si nomina una città, stato o regione; ho fatto fatica ad ambientarmi all'inizio, proprio per la mancanza di coordinate e peculiari prospettive. Questa "mancanza" viene però colmata da descrizioni brevi ma efficaci.
L'unica cosa che proprio non mi è piaciuta di questo gran libro è l'uso di una sensitiva riguardo una parte del caso. Non lo so, forse non aveva idee migliori per risolvere quella parte del mistero? Voleva aggiungere qualcosa di esoterico o soprannaturale per aggiungere qualche nota mistica al male? Non lo so, ma mi sono un poco sentita presa in giro e ho sperato fin da subito che la medium fosse complice di uno dei killer; mi sarei accontentata anche di scoprire che la donna si era inventata tutto. Alla fine però ne è uscito bene, non dico come.
Tutto ruota e tutto torna, a volte percorrendo strade che non mi sarei mai aspettata. Leggere per credere.


Seconda lettura, data principalmente dal fatto che non ho saputo resistere alla tentazione di un libro a cinquanta centesimi (adoro i mercatini dell'usato!), è stato Il diario di Bridget Jones di Helen Fielding e posso dire, in assoluta prima volta, che ho preferito il film al libro. Ci sono alcune differenze nella trama qui e là, ho trovato entrambe le versioni (cartacea e pellicola) accettabili per essere una commedia romantica. Daniel è orribile e detestabile, esattamente come nel film e ho trovato divertente che nel libro, ad un certo punto, venga citato l'episodio in cui Hugh Grant venne beccato mentre si trovava in una via pubblica in compagnia di una discinta prostituta (p.s.: per chi non lo sapesse, Daniel fu interpretato proprio da Hugh Grant). Mark Darcy nel libro è molto più antipatico che nel film, ma ormai l'idea di Mark Darcy è strettamente legata all'immagine di Colin Firth, ne deriva che non potevo fare altro che adorarlo.

Persino quei ridicoli maglioni gli stanno bene!
 
Altra curiosità: pare che l'autrice si sia ispirata ai personaggi di Orgoglio e pregiudizio (il cognome di Mark, la famiglia incasinata di Bridget, soprattutto per quanto riguarda l'insopportabile mamma di Bridget/Elizabeth, il casino che combina uno dei suoi familiari e che il Darcy del caso va a risolvere); ebbene, nella miniserie della BBC datata 1995 su Orgoglio e pregiudizio, Fitzwilliam Darcy è interpretato da Colin Firth.


Bridget, oltre a essere la solita pasticciona con scarsa fiducia in se stessa e la fissa per dieta, alcool e sigarette, nel libro è un piagnisteo continuo che si alterna a momenti di assoluta euforia e l'attaccamento a qualunque teoria mistica, filosofica, dietetica e quant'altro. Non so, il suo personaggio nel libro non mi convince molto, mentre nel film mi dibattevo tra la sconfortante sensazione di somigliarle un po' e l'incitamento.
Un altro dettaglio che mi ha fatto piacere più il film che il libro è la cazzutissima battuta finale di Bridget a Daniel, quella con cui lei si licenzia in seguito al tradimento di lui.

"Ma se restare qui significa ritrovarmi a dieci metri da te, francamente preferirei andare a pulire il culo a Saddam Hussein!"

* 92 MINUTI DI APPLAUSI*

Ritorno in me. *schiarisce la voce... schiocca le dita*
Tutto qui, per quanto riguarda le mie letture. Quando ho finito il Diario avrei voluto leggere qualcosa di impegnativo ma ahimè era l'una di notte e avere l'insonnia non mi giustifica dal fare casino nel bel mezzo del sonno altrui scavando rovinosamente nella mia accozzaglia di libri. Sicché ho ripiegato su un vecchio romanzo di mia madre, qualcosa che non leggevo da quattro o cinque anni e che ogni tanto, nelle settimane passate, si è presentato tra i miei pensieri. Ma è decisamente presto per parlarne.
Lascio questo post nelle mani della programmazione di Blogger sperando di non aver fatto casini.
Au revoir!

giovedì 14 gennaio 2016

Un quarto di secolo.

Ecco che ci sono arrivata. Un quarto di secolo. 25 anni. E come ogni anno la mia voglia di festeggiare era sotto zero.


Così volevo passare il mio compleanno: seppellita da una trapunta, con le mie membra abbandonate scompostamente sul divano, a guardare vecchi film strafogandomi di gelato al cioccolato fondente accompagnato da una tazza di panna montata. Oblio e pace dei sensi per almeno una settimana. E invece no.
Pare che non si possa fare perché, pare, i fidanzati ci tengano a questa ricorrenza. O per lo meno ci tiene il mio. La cosa mi stupisce ancora. Che io abbia un fidanzato, dico, non la storia della ricorrenza.
Perciò potevo mai dirgli -'sti cazzi il mio compleanno, lasciami sguazzare nell'abulia insieme a Bridget! Tu non sei Colin Firth-?
Non sarà Colin Firth né mr. Darcy, però ha il suo fascino e poi quel sorriso che... vabbè, non ci buttiamo in una fabbrica di melassa adesso, okay? Se sto con lui ci saranno dei motivi. Degli ottimi motivi.
Dunque, dicevo, mi invita ad uscire, io accetto e mi metto in ghingheri. Che per me significa un vestito stirato, comodi stivali con fibbie e fondotinta steso su tutta la faccia (e non soltanto sulle occhiaie da panda sotto effetto di oppiacei e sul quel brufolo rosso sul mento che dice "Salve, prima ero una deliziosa torta Setteveli, ora mi vendico per essere stato brutalmente divorato diventando uno schifoso vulcano bianco-giallastro"). Tutto tempo sprecato quando mi mette tra le mani un pacco regalo. Okay, è solo un profumo... ma uno buono, che sa di buono. Non mi aspettavo un altro regalo, dopo quello di Natale, poi lui ha fatto quella risata particolare che mi fa sbalzare in un colpo solo la glicemia e le ovaie, e boom. Mi scappa la lacrimuccia di commozione. Oh diamine, mi sono rammollita per davvero!

Ma ci ha pensato la sfiga a rimettermi in riga. Mio padre ha la felice idea di prendermi una torta, peccato che sulla confezione ci fosse il nome di qualcun altro. Doveva essere una torta con crema di gianduia e panna, una roba da sballo, invece mi ritrovo un obbrobrio: crema al caffè (che detesto), ricoperta da biscotti amaretti, panna, fragoline e cioccolato bianco (bianco, capisci? Il cugino sfigato ed emarginato della fantastica famiglia del Cioccolato). Mi veniva da piangere un'altra volta. Poi mi sono costretta a mandare giù almeno una fettina, tanto per dimostrare che gradivo il pensiero ed è finita che ho quasi vomitato, pensando a quel paese di Fanculolandia che improvvisamente si ritrova con tanti cittadini in più.

domenica 3 gennaio 2016

2015 Reading Challenge: December. Of ending and beginning.

Finito di appanzarci e di sparare botti? Tanto per essere sicuri aspetterei almeno un'altra settimana, chi vive di ansia il mese di dicembre mi capisce. E mi capiscono ancora meglio coloro i quali hanno pure da festeggiare il proprio compleanno in questi giorni: fidatevi gente, si arriva al dieci gennaio che nelle vene ci scorre colesterolo e spumante. O almeno è quello che irrora le mie, di vene.
Ciò che non può aspettare è il capitolo conclusivo di questo progetto iniziato esattamente il tre gennaio 2015. Ecco cosa ho letto tra fine novembre e dicembre e i punti che ho segnato in corner.
Con Carlo A. Martigli e il suo 999 L'ultimo custode ho segnato i punti 5 (libro con un numero nel titolo) e 19 (libro basato su una storia vera). La storia narra due vicende che si svolgono in tempi diversi: una vede protagonista il giovane filosofo italiano Giovanni Pico della Mirandola alle prese con l'amante già sposata e la controversa pubblicazione delle sue 900 tesi, con le quali avrebbe potuto annullare qualsiasi potere dell'allora invincibile e onnipotente Chiesa Cattolica, ma fallisce questo suo tentativo di unire l'umanità sotto l'unica identità mistica di una Madre Creatrice e amorevole poiché accusato di eresia e costretto a desistere oppure scappare... La seconda storia si basa su di un misterioso gruppo segreto di persone di inizio 900 che posseggono un manoscritto inedito del conte di Mirandola, un testo importante che potrebbe cambiare le sorti del mondo intero ma che è messo a rischio da loschi individui tedeschi. Tali tedeschi, convinti che ci sia nel manoscritto qualcosa che confermerebbe la superiorità della razza ariana, lavorano per il Führer. Nel manoscritto, oltre le 900 tesi già pubblicate dal conte, ci sono anche le conclusive 99 tesi, la cui conoscenza potrebbe portare sostanziali cambiamenti. Romanzo storico molto accurato e interessante, per niente pesante nonostante le tematiche delicate (chiesa, religione, razzismo, etica, morale), linguaggio chiaro e fluido. Per chi ama i complotti come me.


Altra lettura, Uccelli di rovo di Colleen McCullough, per i punti 2 (un classico romantico), 21 (un libro che tua madre ama), 24 (un libro basato interamente sulla copertina, in questo caso c'è in copertina la maggior parte della trama) e 50 (un libro che hai iniziato e mai finito). Non so da dove cominciare, stavolta. Salto la trama e passo direttamente alle considerazioni: mi devono ancora degnamente spiegare perché questo ammasso di tragedie e sofferenze è considerato un libro rosa, romantico. Avevo iniziato a leggerlo due o tre mesi fa, l'ho abbandonato perché dopo una cinquantina di pagine non ce la facevo più: tutto, dall'inizio alla fine, è permeato da un'aura di tragedia perpetua. Già alla prima pagina ho avuto dei seri dubbi, si preannunciava un racconto pluridecennale su sofferenze e catastrofi di varia scala e inizia con la leggenda di questi pennuti che si suicidano impalandosi il cuore con una spina, cantano meravigliosamente fino all'ultimo battito e la melodia sublime fa sorridere Dio. Non commento, dico solo che l'ho trovato grottesco. Però, visto che è il libro preferito di mia madre, posso concludere che in famiglia a quanto pare abbiamo la genetica passione per l'orrido.
Letto una volta e mai più.


Infine, per concludere l'anno, Il mistero dell'Atlantide di Charles Berlitz, con cui ho segnato il punto 14 (un saggio). Questo libriccino piccolo e tosto raccoglie varie leggende, miti e storie riguardo la possibile esistenza del continente perduto di Atlantide. Mi ha lasciata indifferente, per quanto sia affascinante l'idea di una terra scomparsa che potrebbe un giorno riaffacciarsi e svelare chissà quali storie. L'ho trovato sterile, ripetitivo e monotono.


Finito con l'assegnazione dei punti, ho fatto qualche conticino:
  • 27 libri letti in totale. Mi sembrano pochi...
  • 9700 pagine, circa.
  • 8 thriller/gialli. I migliori sono Alex (Pierre Lemaitre) e Tutto ciò che muore (John Connolly).
  • 12 fantasy, di cui un manga, il resto suddiviso in 4 saghe diverse. La migliore è la trilogia The Infernal Devices (Cassandra Clare).
  • 5 romanzi rosa. Il migliore è Una rosa a mezzanotte (Anne Stuart).
  • 2 classici. Tra Amleto (Shakespeare) e Grandi speranze (Charles Dickens) non saprei scegliere uno.
  • 2 autori italiani.
  • 19 autori stranieri (di cui 7 americani, 4 inglesi, 3 francesi, 2 giapponesi co-autrici, 1 tedesco, 1 irlandese, 1 australiana).
  • 11 autrici e 10 autori.
  • 2 con meno di 30 anni alla pubblicazione.
  • 9 punti non segnati, contro 41 punti segnati.

Posso ritenermi abbastanza soddisfatta del 2015, per le letture e non solo. Ho cercato qualche altro progetto annuale per tenermi un poco impegnata, per non abbandonare il blog, ma non ho trovato niente che si addicesse alle mie passioni e necessità. Per altro non so se sono di più i pro o i contro di una lista come questa... è vero che così ho letto libri che prima non avrei preso in considerazione, ho avuto piacevoli sorprese grazie a questo, ma a volte attenermi alla lista è stato un peso. Quindi, visto che l'angolo libro esisteva già su questo blog sin dagli inizi (ha appena compiuto quattro anni, caspita!), ho deciso che il 3 di ogni mese (salvo imprevisti) sarà dedicato alle mie letture. Non mancheranno certo i racconti delle mie disavventure, quelle non mi mancano mai, forse mi fiderò abbastanza della mia percezione della realtà per scrivere anche di belle cose.
Un nuovo anno, nessun inizio: il viaggio continua.

sabato 19 dicembre 2015

Give me a reason.

Give me a reason to turn and run
Give me a reason to burn this house down
Give me a reason, I wish you would
I wish you would, wish you would

Give me a reason for a disaster
and I'll be happy ever after
Give me a reason, I wish you would


 

Soltanto poche parole, tanto per dire: sono viva, sono ancora qui. Solo che sono persa in un vortice di cose nuove e non ho ancora imparato a nuotarci.
Il tipo di cui ho parlato qui una volta mi sta cambiando, mi rendo conto di essermi "ammorbidita"... Certo, ci sono ancora piccole cose che mi mandano al manicomio (parcheggiatori abusivi, politica in generale, "a me mi", "andare in *nome città", birra analcolica, jeans coi risvoltini, pregiudizi, sentenze e via dicendo), ma mi ha smussato gli angoli. Piace a me e ai miei amici e stento ancora a credere alla mia fortuna. "Io" e "fortuna" nella stessa frase affermativa, incredibile. Eppure non mi ha mandata a fanculo neanche quando, un paio di settimane fa, mi ha teso un'imboscata dicendomi quelle due parole di complessive cinque lettere e io ho reagito come un coniglietto di fronte ai fari abbaglianti della jeep di un cacciatore. Non so se avete presente il telefilm One Tree Hill, quando Peyton dice finalmente a Lucas che lo ama e lui risponde "Ohu" prima di scappare. Ecco, io precisa.



I can only do so much
and of course it's never enough
I don't think that you see
exactly what you're doing to me
Don't speak...

giovedì 3 dicembre 2015

2015 Reading Challenge: Novembre.

L'aggiornamento di novembre è l'ultimo che scriverò nel 2015 e mi sembra così strano... che un altro anno sia praticamente trascorso, che sta per travolgermi l'ennesima ondata di disagio che sempre mi perseguita in questo periodo... O forse potrebbe essere diverso stavolta? Non lo so, quello che so è che sto decisamente divagando.
Questo appuntamento è abbastanza breve, perché a causa di viaggio e impegni vari, a novembre ho letto un solo libro. Anzi, riletto. Già, regno incontrastata su Pigrolandia.

Ho già parlato di L'anima del male di Maxime Chattam qui quasi quattro anni fa. Mi sembrava meno, onestamente. Nel frattempo però i miei gusti sono all'incirca gli stessi e confermo che dal titolo e dalle premesse mi aspettavo qualcosa più thriller e meno scientifico, però ho apprezzato di più tutto il lavoro da profiler. E mi ha fatto riflettere sulla Divina Commedia: è implicata qui, in una puntata di CSI, in una di Criminal minds e mi pare di ricordare di averne letto anche in un paio di altri libri; perciò mi sono chiesta quanti altri pazzi ha potuto ispirare l'incubo di un solo uomo vissuto settecento anni fa. Domanda retorica, ovviamente.
Così ho segnato il punto 6, un libro scritto da qualcuno con meno di trent'anni (il libro è del 2002, all'epoca l'autore aveva 26 anni), e il 46, scritto da qualcuno con le mie iniziali, M.C. Lui ha pubblicato con uno pseudonimo e nel mio piccolo spazio pubblico tramite pseudonimo. Tanto per sottolineare l'ovvio. Tanto io e Maya siamo esattamente la stessa persona... e trovare un autore con le mie iniziali registrate all'anagrafe non mi è riuscito.

Per la verità, a gennaio pensavo che in questo periodo avrei segnato più punti degli attuali, oppure molto meno (tipo una decina). Quindi sono sia contenta che scontenta dei miei risultati. L'ansia del periodo festivo mi sa che ha già colpito...

Ormai per questo progetto manca solo un mese e poi dovrò tirare le somme (ed eventualmente trovare un sostituto per il nuovo anno). Vedremo.

lunedì 23 novembre 2015

Coming home.

Sono sparita dalla blogosfera senza fiatare, eppure sono mancata per intere settimane... Ne ho di cose da recuperare, qui e non solo.
Per la laurea della mia migliore amica sono andata a Parma per una settimana, ho vissuto con lei e di riflesso ho vissuto tutta l'ansia, il nervosismo, l'adrenalina, persino l'angoscia dovuti a questo importante traguardo della sua vita. Mi sono ritrovata così piena di orgoglio di lei che sono rimasta per giorni in attonito silenzio, incapace di esprimere la misura del mio affetto e l'entità di quell'orgoglio. Ma lei è la mia migliore amica e persino in un periodo così pieno di cose enormi lei mi ha visto. Lei non si limita a guardarmi, lei mi VEDE. Mi vede e capisce quello che vorrei dire e non so come fare, intuisce quello che sento, io la guardo e so con certezza che lei lo sa, che ha capito. Riesce sempre a cogliere quello che c'è dietro i miei modi alquanto rudi, a volte burberi. E per l'ennesima volta ha saputo cogliere qualche piccolo indizio dal mio comportamento, svelarlo e discernere correttamente il momento della consolazione e il momento della predica. Se mi fermo a pensare, credo sia l'unica persona capace di farmi una predica senza che io reagisca con polemica o con azioni bellicose.
Lei è mia sorella. Famiglia diversa, sangue diverso, ma sono davvero determinanti queste cose prese così, come semplici etichette? Non è tutto quello che si crea dietro l'etichetta ad essere davvero importante?
Quando una sera mi ha detto "Se scopro che hai bisogno di qualcosa e non mi hai detto niente mi incazzo. Tu sei qui perché IO ti ho fortemente voluta qui. Tu sei di famiglia" c'è mancato poco, davvero poco, per sciogliermi in lacrime.

Quindi il rientro a casa non è stato semplice, dopo settimane non sono ancora con i piedi per terra.
Lei se la cava, devo cavarmela anche io.
Riprendo la mia vita, devo almeno tentare... iniziando magari da qualche foto, dal recuperare qualche post arretrato qui e là e organizzare uscite.

Non so come hanno fatto le mie Converse tarocche a restar bianche per tutta la trasferta. Anche se ho pestato montagne di foglie secche e umide.
Parco della Cittadella. Meraviglioso.        
Uno scorcio di città. Quant'è bello andare in giro in bici senza rischiare la vita!
Parco Ducale, anche questo bellissimo. La nebbia lo rende nostalgico ma non tetro, solo tranquillo.
Laghetto al Parco Ducale con tanto di paperelle e pescetti da 15 kg cadauno.

martedì 3 novembre 2015

2015 Reading Challenge: ottobre.

Mese ricco, questo ottobre, di letture. Anche di notizie, non tutte buone, altre proprio no. Ma, hey, basta tirare avanti, no?
Quindi dicevo, tante letture, tanti punti. Ché ormai i mesi del 2015 stanno finendo e mi mancano ancora tanti punti, soprattutto alcuni che personalmente sono più ostici. Ma comunque, amunì chi aio prèscia (ndr: e dai che ho fretta).

Grazie a Credimi, sto mentendo di Mary Elizabeth Summer ho segnato il punto 4 (libro pubblicato quest'anno), 28 (un libro avente antonimi nel titolo, io ho inteso la sovrapposizione di credere-mentire, se così non fosse prego i letterati di non volermene troppo) e il 31 (libro con cattive recensioni). 
Julep Dupree è la ragazzina intraprendente protagonista del romanzo, un'imbrogliona di professione come il padre. Cito:
Per i novellini là fuori, un imbroglione è una persona specializzata nel vendere alla gente qualcosa che non esiste.
Già all'inizio è alle prese con uno dei suoi lavori e coinvolge fin da subito col suo modo leggero e colorato di esprimersi, anche se a volte si contraddice. Ad esempio:
Giuro che non riuscirò mai a capire come i miei clienti riescano a mantenere un segreto, visto che con il linguaggio del corpo gridano al mondo intero "Guardatemi! Sto per compiere un crimine efferato!". Immagino sia vero quel che dicono i francesi: la fortuna aiuta l'innocente. Per fortuna mia, aiuta anche i moderatamente disonesti.
Ma del resto è una ragazzina, non mi aspettavo che fosse chissà quale esempio di coerenza e maturità. Al termine del caso in apertura, torna a casa e trova tutto sottosopra. Qualcuno ha frugato in casa sua, suo padre non c'è e tutti gli indizi che riesce a trovare sono una pistola scarica e uno strano biglietto che dice "Attenzione al campo dei miracoli". Da lì una serie di bizzarri indizi alla ricerca del padre scomparso, aiutata nelle indagini dal suo migliore amico Sam (da cui si può trarre l'insegnamento e la rassicurazione che tutti, anche le persone discretamente intelligenti, possono essere molto stupidi a volte: lei non si accorge che lui la ama) e dall'affascinante "golden boy" della scuola Tyler, che si interessa a lei e la aiuta, pur sapendo che nella faccenda è coinvolta la mafia, attraverso molotov, inseguimenti e sparatorie. Lui è interessato, ma lei? La risposta nella citazione che segue:
Non sarei la prima a rimanere conquistata dal fascino sottile di Tyler. Ma solo un'idiota si prenderebbe una cotta per lo stesso ragazzo a cui tutte sbavano dietro. E poiché non sono neanche lontanamente un idiota, nell'immediato futuro non riconoscerò mai che il mio cuore sta sudando e la mia fronte sta battendo all'impazzata. Ehm... qualcosa del genere.
Avevo dei dubbi se segnare o meno il punto sulle cattive recensioni perché c'è una notevole differenza tra le recensioni italiane che ho letto (quasi tutte positive, altre molto lusinghiere) e quelle in inglese (quasi tutte negative). Alla fine ho scelto di segnarlo, ma questo punto per me è sopravvalutato e inutile: ognuno ha le sue opinioni e i suoi sentimenti, perciò su uno stesso libro si possono avere pareri discordanti. Semplicemente a qualcuno piace e ad altri no. A costo di perdere simpatie, ammetto che una volta ho provato a leggere Harry Porter e l'ho abbandonato quasi subito visto che non mi piaceva; eppure milioni di persone lo amano. Un'opinione personale non conta nulla, o poco più.
Tornando sui miei passi, la mia opinione su questo libro? Scorrevole, molto carino, poco impegnativo, non stupido né perfetto. Per passare il tempo va benissimo. Solo un dettaglio del finale non mi è piaciuto e mi ha storto la giornata: ma perché ammazzare un personaggio in modo così improvviso e senza motivo? Direi che ci sono rimasta male, non me lo aspettavo e non ho capito perché l'autrice l'ha fatto (se non per il solo motivo, appunto, di mettere un colpo di scena chiantato a muzzo, ossia messo a caso nel bel mezzo di qualcosa). Per di più ero in un periodo dove necessitavo distrazioni e leggerezza, soprattutto dopo i sentimenti intesi dati dalla trilogia di Cassandra Clare, invece mi sono ritrovata per morto un personaggio che mi piaceva. Leggendo un thriller è normale che qualcuno ci lasci la pelle, ma che cavolo! Non volevo leggere di morte! Posso leggere almeno un libro dove qualcuno non muore male?! Non voglio essere costretta a leggere un libro di Fabio Volo, oh. Sarebbe troppo crudele.

La seconda lettura del mese è stata Resti mortali di Laurell K. Hamilton, con cui non ho segnato nuovi punti. Mi andava di rileggerlo (la prima lettura risale a qualche anno fa, suppongo che in quella settimana avessi bisogno di rassicurazioni, visto che ho letto qualcosa di cui conoscevo già il contenuto) in maniera del tutto slegata alla sfida e l'ho fatto. Per lo meno nessuno dei buoni stavolta è finito male. Intoniamo insieme un alleluia... ALLELUIA!
Grazie della partecipazione.
Questo è il secondo libro di una saga ancora in corso che conta più di venti libri, dove i  vampiri vivono la notte a contatto con gli umani, la protagonista è Anita Blake, risvegliante a pagamento di defunti, collaboratrice della polizia soprannaturale e cacciatrice di vampiri amorevolmente chiamata La Sterminatrice. In questo capitolo un riccone vuole assoldarla per risvegliare un defunto molto antico, cosa che richiede un sacrificio umano, quindi lei rifiuta. Nel frattempo indaga con la polizia su una serie di brutali omicidi. Le due cose sono collegate ma non vi dico altro. Fate voi.


Terza lettura del mese è il libro per bambini e ragazzini Parlare a vanvera dell'italiana Bianca Pitzorno (noto solo adesso che si tratta del primo autore della mia nazione di cui ho letto qualcosa quest'anno, binirica!*), che mi ha portata a segnare i punti 8 (un libro comico) e 12 (un libro di racconti brevi).
Questo libriccino contiene una serie di piccoli racconti umoristici sull'origine di alcuni detti, storie inventate sul perché si dice "Fare orecchie da mercante, inghiottire il rospo, scendere a patti, avere la stoffa del campione, mangiare la foglia, piangere a dirotto, parlare a vanvera, filare all'inglese, fare i conti senza l'oste, rompere gli indugi". Una lettura molto leggera e rilassante.

*binirica in siciliano è un'intercalare o un'esclamazione con molti usi, ad esempio sorpresa, indice di esagerazione oppure di incredulità; un poco come minchia, ma meno efficace.

E infine, sempre in ordine cronologico di lettura, è stata la volta di un manga, il primo volume di Noragami, di Adachitoka (nome d'arte di Adaki e Tokashiki). Così ho segnato i punti 40 (fumetto/manga/graphic novel e come lo volete chiamare liberi tutti) e 49 (un libro basato o trasformato in un telefilm, dal manga infatti hanno tratto un anime a puntate). La storia si basa su Yato, un dio minore "a domicilio": hai bisogno di aiuto? Chiamalo, paga qualche spicciolo (soldi che Yato accumula per potersi costruire un santuario) e lui risolverà il problema. Non proprio originale come idea ma carino, i disegni mi piacciono molto, così anche molti dialoghi. Staremo a vedere se avrà seguito questa nuova avventura nel mondo dei manga.
E comunque ora lo chiamerei volentieri, ma vabbè, questa è un'altra storia e non ho voglia di raccontarla.

Mi rituffo in un altro libro senza convenevoli. Oggi la mia soglia di socialità è talmente tendente allo zero da essere inesistente.