venerdì 28 giugno 2013

Someone's gonna light you up.

E niente, ero lì bella tranquilla ad ascoltare i brani di Requiem, album dei Verdena, su youtube (una delle migliori invenzioni salva-ozio) quando, scorrendo la lista dei suggerimenti, per sbaglio ci clicco su. Finito il momento parolacce, è seguita la fase ma che cavolo sto ascoltando?, per finire penso che vabbè, che male può fare? Poteva andare peggio. Il video è questo.


Avevo una strana sensazione mentre la ascoltavo, era come se mi parlasse. Me squilibrata. Comunque. Forse non è chissà quale opera d'arte ma spinta dalla curiosità vado a leggermi il testo. Risultato? Forse non so l'inglese (senza forse) ma ho un intuito pari al mio livello di sfiga. Livello millemila. Bla bla a parte, ecco il testo di SOMEONE'S GONNA LIGHT YOU UP:

You've waited for somebody to break into your life
And be your shelter for the night  (ci ho sperato per anni, ma tranquilli che poi ho smesso)
Don't lose it now just drag yourself back into the light
You'll find yourself a reason, don't you give up the fight
Sick of all the rain and tired of the waiting
Is it ever gonna stop?
It's gonna be okay, hush hush
And there will be a day, don't rush
When someone's gonna light you up

I know that you are suffering and torn up inside
I saw the ocean in your eyes
I wish that you will find a place in paradise
I think you'd better run before the storm will rise
And every time the show's about to start
You're getting even deeper in the dark
And every time you say that you will change
You're getting someone else to play your part
Always
Sick of all the rain and tired of the waiting
For someone to take a shot
It's gonna be okay and there will be a day when
Someone's gonna light you up
Someone's gonna light you up
Someone's gonna light you up

[The Rasmus, album: The Rasmus, anno 2012. Altre informazioni QUI]
E' così sbagliato se per una volta, almeno una sola volta, se qualcuno venisse a illuminarmi? Del resto che importa, qualunque sia la risposta, io non aspetterò.

martedì 25 giugno 2013

Cose belle

No, non sto scherzando. Io, la regina delle paranoie e del pessimismo, voglio scrivere una serie di cose che mi portano ad essere allegra (almeno tento). Anche perché troppi post qui parlano di Lui, Mister X. Lui, che un po' c'è e un po' è assente. Lui, che mi fa saltare i nervi in quattro salti in padella peggio dei cambi di Supernatural nel palinsesto della Rai. Un attimo parliamo di programmi futuri e un attimo dopo PUFF! scompare nel nulla. Sparito. Dissolto. DILEGUOSSI.

 
E non mi ha lasciato nessun oggetto di cristallo per consolazione.

Diamine, basta. Mi mancano persino gli epiteti, e sospetto sia a causa delle eccessive dosi di nicotina e tabacco... Comunque, cose belle. Belle... diciamo piacevoli svaghi.

1- Panino con le panelle. L'ho mangiato talmente in fretta da non aver avuto il tempo di fare una foto.

2- Lui.



Alexander Skarsgard, e non c'è niente da aggiungere. I miei ormoni fanno la Ola.

3- Il fumetto Nemi, della norvegese Lise Myhre. E non mi piace soltanto perché per molti versi ci somigliamo, quindi andate a vedere qualche immagine in questa pagina di Facebook: https://www.facebook.com/nempaginaitalianavol2
I believe in peace, bitch



4- Ho convertito con successo un amico alla musica dei Ministri. Somma giuoia et gaudio.

5- Il refrigerio di una buona birra fredda.

Superficiale, forse, ma di sicuro non ho mai preteso di essere sempre logica, razionale e saggia.
Ahahahahahahaha, illusi.

sabato 15 giugno 2013

Frasi fatte reloaded.

Il buongiorno si vede dal mattino.
No, il buongiorno si vede dal tempo che passa dal momento in cui mi alzo dal letto al momento del primo vaffanculo.

Hai dormito bene stanotte?
(vabbè, questo non me lo chiede nessuno) Tu sottovaluti la mia paranoia e la mia capacità di divagare. Leggasi: notte in bianco.

Pensa alla salute!
E infatti, ho l'influenza a giugno.

Vivi a cuor leggero.
Fattelo asportare. Poi vedi quanto sei altissimo, purissimo, levissimo.

Siamo agli sgoccioli. 
Lo so, è maledettamente difficile trovare un idraulico di sabato.

Cadi a fagiolo.
Già, le bucce di banane erano finite. Ma per il piacere di vederti cadere questo e altro.

Sono un caso perso.
Maledetto gps...

Dai un dito e si prendono il braccio.
Dai un dito e si fanno un viaggio gratis a quel paese.

mercoledì 12 giugno 2013

Solitudine.

Niente di drammatico. Io nella solitudine ci ho sempre sguazzato, un po' per volere altrui, un po' per evitare altrui presenze, a volte perché semplicemente mi ci trovo bene, rilassata. Niente di originale, insomma, una comune disadattata in pratica; perché, direte voi (a ragione), sei mai stata originale? Eh, infatti.
Lasciamo perdere.

O magari no. Sono giorni che sono così, e non è da me. Inizio bella concentrata e presente, poi sfumo, mi perdo, lascio correre, e forse riprendo, forse ho visto male o non ho voluto vedere (ecco la risposta più accreditata alla domanda che fingevo di non aver sentito, o chissà che forse non mi avevo davvero sentita), forse sì forse no, fino a che sono arrivata a un punto cruciale: mi dò fastidio da sola.

La mia solitudine non mi appartiene più, non riesco a trovare il mio spazio, e allora sono più irascibile del solito, ho ripreso a mangiarmi le unghie e adesso mi fanno sempre male, corte come sono. O mangio continuamente o non mangio per quattordici ore. Inizio a leggere e poi torno in me, lo sguardo torna dal mondo invisibile. Forse il cellulare ha squillato, controllo. No, l'ho immaginato. E nella testa ci sono tante di quelle cose che SBAM!! Sbatto il braccio contro la sedia.
Mangerei chili di guacamole, mi farei un bagno in una vasca di guacamole da far invidia persino alle asine da latte di Cleopatra e Poppea, ne mangerei bocconi enormi anche se mi venisse ultra salato come la seconda volta che l'ho "cucinato" (e la prima volta c'era troppo poco sale e decisamente troppa cipolla, e questo può fare paura visto che il sapore della cipolla cruda mi piace). Ascolto i Nofx ma non mi alleggeriscono più. Il vino funziona meglio.
Ho di nuovo voglia di fumare, sono così preda della voglia che quasi quasi fumo i resti delle mie unghie. Chi glielo spiega ai miei che esco in pigiama alla ricerca di tabacco? Loro nemmeno sanno che fumavo.
E questo livido sul braccio quando me lo sono fatta? Guarda, si è scaricato il cellulare e non me n'ero accorta, ma fa niente. Non sono una fottuta segreteria telefonica.
E adesso basta delirare. Basta fingere una situazione che non c'è. Glielo dirò. Gli dirò la verità: senti, dirò, sono asociale e non corro dietro a nessuno, per te ci ho provato anche se per me è difficile, per te può essere poco ma per me è già un chilometro e mezzo di strada. Non sono capace di fidarmi delle persone, sto tentando ma tu non mi aiuti. Non sono tipo da "cucciolo-tesoro-piccolo-stiddra (stella)", le tenerezze non mi riescono. Sono così, ma tu mi destabilizzi. Non può funzionare, cerco sempre di proteggerti da quello che sono.

Poi il cellulare trilla. Cazzo, devo cambiare quel maledetto suono. Quando trilla un messaggino ci mancano solo le fatine che mi fanno lo stacchetto da veline e alla fine vomitano arcobaleni.
Okay, la smetto di scrivere come un'ubriaca... Cielo, e pensare che sono terribilmente sobria!
Forse non fumo tabacco ma il cervello è già fumo incrostato nei polmoni xD


(https://www.facebook.com/pages/Essere-di-pessimo-umore-e-fare-cose-che-non-possono-che-peggiorarlo/193564297324948)


P.S.: Questo post è stato scritto all' 01.30 circa, pubblicato adesso per mancata collaborazione di Internet. Dopo due tentativi falliti ho perso la pazienza e ho semplicemente salvato la bozza.

venerdì 7 giugno 2013

5 cose imbarazzanti.

Così, tanto per mettermi un po' in ridicolo. Perché avrei un impegno e non so come affrontarlo (quasi quasi questa la inserisco nella top 5)... Okay, cinque cose random, cose che mi imbarazzano.

1- Nonostante abbia trascorso ogni estate della mia infanzia in campagna, a casa della nonna, ad arrampicarmi sugli alberi e a infiltrarmi in case abbandonate e decadenti, beh... ho paura delle lucertole. Sono terrorizzata da quegli esserini. Poco importa se grandi o piccole, verdi o grigie, lontane o vicine, persino in foto; non riesco proprio a sopportare la vista di quella bocca e di quegli occhietti... Brrrr;

2- Non so chi sono nè cosa voglio diventare "da grande";

3- Alla domanda "quanti anni hai?", mi viene ancora da rispondere ventuno. In realtà sono solo ventidue, mica c'è così tanta differenza, ma tant'è che quando mi accorgo dell'errore è decisamente troppo tardi per rettificare (tipo l'indomani);

4- Adoro guidare ma non so assolutamente parcheggiare in retromarcia. Posso fare una inversione a U bendata e precisa al millimetro ma mai e poi mai riuscirei a parcheggiare in retromarcia;

5- Credo di non meritare di essere felice. E faccio sempre in modo di non esserlo.

Forse è colpa della quinta cosa che sto qui a tergiversare, invece di andare a prepararmi...
Ma del resto, chi farebbe una foto a questo cartello trovato in un bagno femminile? Che memento.


lunedì 3 giugno 2013

I'm back!

Dai, ammettetelo, un po' ci speravate che non tornassi, eh? Non vi preoccupate, dopo essermi ripresa da tutte le ore di sonno bruciate, mio fratello già progetta e minaccia di infilarmi dentro una scatola (in realtà ha accennato al fatto che sono un pacco e quindi mi appiccicherà addosso qualche francobollo) e di rispedirmi a Parigi. Quindi non si sa mai. Ce la farà? Non ce la farà? Lo scopriremo nelle prossime puntate.
Si possono dire tante cose dei francesi, ma caspita quanto sono tolleranti! Che poi "tollerante" è una parola che non tollero (no, vi giuro che non ho fumato nessuna roba strana; sarà colpa del the annacquato che ho pagato la bellezza di 4,50€). Cosa dovremmo tollerare? Perché dovremmo "tollerare" omosessualità, divergenze culturali e religiose, credo calcistici, spirituali tendenze telefilmiche? Si può tollerare la stupidità, gente, il resto si accetta come i diversi colori di capelli o degli occhi, differenze umane di questo tipo. Inezie.

Comunque, sto divagando... Insomma, dicevo, quanto sono liberali i francesi! Potresti salire sulla metro in pigiama e babbucce a forma di coniglietto rosa pelucchioso e nessuno se ne accorgerebbe. Potresti essere afro-francese, alto tre metri, largo quanto un armadio a quattro ante, avere i dread, vestirti con un completo giacca-cravatta e ascoltare qualche singolo di debutto di Kylie Minogue: nessuno fa una piega.
Che beatitudine! In Sicilia gira una volta, UNA SOLA MALEDETTISSIMA VOLTA, con una calza smagliata, e se lo ricorderanno tutti a vita. Resterai marchiata a fuoco sulla fronte come la tizia che, sai, chissà come girava *ammicca ammicca* con la calza smagliata.

L'unica maleducazione che ho notato è più che altro una mancanza di tolleranza (stavolta tale verbo ci sta): se il semaforo per i pedoni è rosso e tu stai ancora attraversando sulle strisce, loro non aspettano pazientemente che ti togli dalla loro traiettoria. No, loro danno di gas. I giri del motore li fanno arrivare a quattromila. Come per dirti: a bbello! Se nun te togli te stiro!
Simpatici come il chilometro e mezzo da percorrere a piedi dal nostro albergo alla prima fermata della metro.
Divertenti come la pioggia ininterrotta per giorni e giorni.
Amabili come il gelo che in Sicilia lo trovi solo a gennaio (e invece era l'ultima settimana di maggio).
Piacevole come il tramonto alle 22.00 passate.

E' stata una vacanza di freddo, maltempo, acciacchi vari, lunghe camminate dalle nove del mattino a mezzanotte (con sosta solo per cena). Però ci sono tante belle cose da vedere, da ammirare... Non ditemi la Tour Eiffel perché vi meno. Sappiatelo, vi ho avvertiti, citatemela e vi meno. Abbiate il buon cuore di non farlo! Ci siamo stati cinque volte, in una delle quali per raggiungerla ho preso una storta al piede all'ultimo gradino della metro e in un'altra mi sono fatta il bagno da capo a piedi con quel freddo boia. Euhm, smetto di divagare (tento, almeno!).

Quindi, ci sono tante belle cose da vedere: Trocadero, Louvre (sette ore lì dentro e neanche la metà visitato; comunque, sobri gli appartamenti di Napoleone, eh!), Notre Dame, Madeleine, Place de l'Opera, l'Olimpya (dove si esibì per la prima volta in Francia la cantante Dalida), Place Vendome, Sacré Coeur, Galeries Lafayette (enorme centro commerciale per facoltosi, fate voi che non ho voluto provare un orologio Cartier: costava appena 60.000 €), La Défence (La Grande Arche, ossia un grande arco stile moderno, più centri commerciali più accessibili), Porte Maillot, il museo del cioccolato, tutta a piedi l'Avenue des Champs Elysees -dai Jardin des Tuilleries, L'Arc du Carrousel fino all'Obelisco in Place de la Concorde e infine all'Arc de Triomphe-, Palais des Congres (alla cui ombra abbiamo trascorso l'ultima notte), intravista la sorella minore della Statua della Libertà su Pont de Grenelle, Jardin du Luxembourg (dove il Palazzo è sede del Senato, e i giardini sono davvero belli, con tanto di fontana con le anatre), Montmartre, Pigalle, Hard Rock cafe, un giro nel quartiere latino di St-Michel per vedere anche la Sorbona e il Pantheon; poi Palazzo della Giustizia, due cimiteri di cui non ricordo i nomi; per intendere, in uno c'è Dalida e nell'altro Jim Morrison, ma già che c'eravamo abbiamo visitato anche altre persone illustri. Per dire, ho parlato con Stendhal (tranquilli, non mi ha risposto), visto la lapide di Oscar Wilde, Chopin, Dumas, Delacroix, Edith Piaf, Gericoult, Modigliani (maltrattato), Moliere, Proust e altri che al momento non mi sovvengono.

Vista da una stradina di Montmartre
Notre Dame di cioccolato al Museo del cioccolato
L'innominabile di sera

Il Palazzo e i giardini di Lussemburgo
Una scalinata ai giardini di Versailles
Versailles e un giardino
Una statua in una delle piazzette dei giardini di Versailles
Sempre ai giardini di V.
Sempre V.
Bosco della Regina
Giardini con lago, rilassatezza pura

Credo di essere stata fin troppo dettagliata ma sto finendo. Non gettatevi dalla finestra, mettete via i coltelli, sto davvero per chiudere. Mettete via anche l'arsenico, per favore.
La meraviglia delle meraviglie di Parigi sono i giardini di Versailles. Ore e ore per girarlo un po', un'oretta di assoluta rilassatezza sulle sponde del lago, stravaccati sull'erba. I giardini del re e il bosco labirintico della regina, varie piazze con alberi, piante, fontanelle e statue bianche. Meraviglioso. Etereo. Splendido.

Ai diretti antipodi di siffatta bellezza, un must dell'avanguardia Moda Fantozzi. Il nuovissimo e vomitabilissimo modello Giuditta 3mila. Il signor Baffo da Crema ci avrebbe perso la voce, cori da stadio ultras partono da tutte le curve in un tripudio di caos per premiare il peggior vestimento mai visto da esseri umani e non. Roba da far venire un infarto a quei due che su Real Time fanno "Ma come ti vesti?". Madame e Monsieur, me che per il freddo avevo addosso:
dolcevita nera
dolcevita blu scuro (dite quello che volete, amo l'accostamento nero-blu come André amava Lady Oscar; sarà anche improponibile però è amour)
maglioncino a righe blu scuro, rosse e grigie
giacca a vento nera con cappuccio fucsia
giacca di pelle nera
e dulcis in fundo, due -e dico due- paia di calzini con su scritto I LOVE ITALY.

E poi mi chiedevo perché mi guardava strano quel ragazzo sull'autobus... Forse non era solo perché dormivo e ondeggiavo...