giovedì 20 settembre 2012

Cu semo? Chi facémo? Amunì. (Chi siamo? Che facciamo? Andiamo.) Dalla Sicilia con furore.

In un periodo in cui inizio la lettura di quattro libri e li abbandono tutti al primo capitolo, in cui guardo fuori dalla finestra e mi vien voglia di tornare a dormire, quando accendo la tv e mi viene l' impulso di spegnerla, quando incontro parenti che invece di chiedermi "come stai?" mi suggeriscono uno psicologo di loro conoscenza che "ha aiutato una mia conoscente in crisi con l' università" (dialogo avvenuto proprio stamattina), dove la vado a prendere l' ispirazione per scrivere o fare qualcosa di serio, decente e intelligente? Ah ah ah, direte voi, ma quand'è che hai scritto qualcosa di intelligente tu?
Ecco, or ora non mi sovviene.

Invece stavolta mi vesto da banditore, con tanto di costume medievale e campanaccio. Signore e signori venghino! Ah, per l' esattezza, non puntate lo sguardo oltre il metro e sessanta, potreste non vedermi.

La mia città la si potrebbe definire con la classica frase ha le capacità ma non si applica. Voglio dire, in teoria non ci manca nulla: c'è mare, campagna, colline, lagune, varie periferie con le loro particolarità, la  montagna distante al massimo una ottantina di chilometri. La città ha conosciuto nell' ordine fenici, romani (Cicerone la definì "splendidissima urbs"), vandali, arabi, normanni, svevi, angioini e aragonesi. Poi arrivò Garibaldi, e con la storia mi fermo qui, anche se forse dovrei disquisire dei bombardamenti degli inglesi nel 1943... Mi sa però che è un pochetto tardi per fare la secchiona, sicché...

Ci sono musei conquistati da umidità e muffa (arazzi fiamminghi, nave punica e oggettistica del tempo, il museo romano), disparate necropoli di età romana, un ricco elenco di cantine e stabilimenti enologici (che non offrono mai serate di degustazioni pubbliche gratuite), chiese e conventi di varie epoche che sono di per sé dei musei (per quanto alcuni abbandonati a se stessi e quindi in rovina), una riserva naturale, antiche saline ancora in funzione e mulini a vento.


Il traffico fa impazzire solo nelle strade che portano al centro storico, che è anche il centro urbano, in una fascia oraria che va dalle sedici alle venti, con aggiunte per rappresentazioni teatrali/ musicali, film all' aperto o i negozi aperti la sera (di cui non trovo un senso, a parte il sovraffollare le strade, ma alla gente pare che piaccia). C'è un lungomare, non distante dal centro, che è un sogno; o almeno lo era fino a tre-quattro anni fa, prima che arrivasse il punteruolo rosso e che le alte palme che costeggiavano il lungomare facessero tutte una brutta fine, lasciando un vuoto che tentano spesso di colmare con piccole cocus (o qualcosa di simile) e che puntualmente muoiono alla svelta (e che spesso non rimuovono).


C'è un piccolo parco sul lungomare (dove il prato ha un insano color paglia stile vecchio west) col minigolf e uno un po' più grande, cui qualcuno (dotato di grande fantasia, bisogna dirlo) ha dato il nome di "Villa C." Mah.
Mi dicono dalla regia che in tale Villa fino agli anni '60-'70 fossero ospitati i mezzibusti di persone famose tipo il vescovo nativo di qui, Mazzini, Crispi, Garibaldi e compagnia briscola; ad oggi ne restano sì e no tre, circondati da qualche scivolo pericolante. Non manca nemmeno lo spicchio d' acqua, vale a dire una fontana che pare uno stagno, solo con l' acqua più scura. Per dire, non ci stanno più manco i pesci e le rane.


Esistono anche i paradossi: quello che di mattina è l' antico (ma ancora in uso) mercato del pesce diventa nelle sere del week-end un aggregato di pub. In pratica una accozzaglia di sedie "moderne" scomode, dj ogni tre metri e pub di pochi metri quadrati che servono da bere. E' piuttosto restrittivo, dato che le discoteche sono per lo più dei vecchi cascinali ristrutturati ma in mezzo al nulla di qualche periferia lontana e l' unica alternativa al rumore della musica house et similia è un pub (per altro aperto solo d' inverno) dove regna soprattutto rock anni '60-'70. Lo adoro, dai poster dei grandi gruppi rock, punk e qualche rastaman al dipinto dell' ultima cena con i grandi musicisti, dalla musica dal vivo alla birra. Se ci fosse più spazio e aggiungessero hard rock e metal sarebbe il mio paradiso.
Altro paradosso, la piazza principale è quella del centro, davanti alla chiesa madre (che vale anche come museo, ndr.) e in siciliano potrei descriverla come un chianu (o chiano), ossia uno spiazzale in mezzo alle abitazioni (o in tal caso, tra chiesa e palazzi). La piazza più grande credo sia invece la stazione degli autobus.
La via che hanno intitolato "Via degli atleti" ospita lo stadio cittadino (buona costruzione ma inutilizzato, se non sporadicamente come parcheggio) e una grande palestra, che un sindaco aveva la pretesa di far diventare un importante centro sportivo (c'è bisogno che io dica cosa rappresenta invece?); nello spazio tra queste due strutture cosa ci sarà mai? Cosa potrebbe mai esserci, è ovvio: un mercato orto-frutticolo.
Insomma, tutto multiuso come Pitbull, o qualche altro cantante che fa anche da attore/ produttore/ stilista.

E il sabato sera ci si può imbattere in simpatici cartelli...

Quella che potrebbe essere la piazza più bella sfortunatamente è locata male, cioè troppo distante a piedi dal centro città per essere degnata dell' onore di una adeguata quanto decente ristrutturazione; va da sé che attualmente è un rudere. Foto di inizio Novecento mostrano 'sta bella piazza coi marmi sul pavimento, le panchine lisce e linde, quadrati di verde e alti, folti alberi, una fontana zampillante; quello che si vede oggi è una distesa di cemento grigio e stop. Una tristezza che non vi dico.

Il vero orrore architettonico locale però è un altro. Vince il premio di schifezza del decennio... rullo di tamburi... o di piatti se preferite...
Quella cosa che spacciano per "Monumento a Garibaldi e i Mille". Per il pubblico gaudio ve la propongo in un personale scatto.

Qualcuno mi dica che mi è sfuggito il valore architettonico di codesta cosa...
Come monumento non bastava l' omonimo arco leonino?


































In pratica è una grande struttura di cemento a forma di V che appare come una grande scalinata. La vicenda del mancato monumento inizia nel 2007: laddove sorgeva una piazza e un monumento di costruzione fallita degli anni '80, decidono di apporre una nuova costruzione. Il progetto iniziale (scelto appositamente tra diverse idee presentate) prevedeva ben altra cosa rispetto a quella oggi presente, ossia un monumento talmente illuminato da essere soprannominato "Milleluci" ed essere visibile a centinaia di chilometri di distanza. Va bene sognare, fare le cose in grandi, fare bella mostra di sé, ma con quali mezzi? Se non ci sono soldi nemmeno per il servizio pubblico di raccolta dei rifiuti, come pensi di poterci davvero riuscire?

La Cosa, infatti, è stata più volte lasciata in tririce (incompleta, di punto in bianco), abbandonata al suo impietoso destino. E qui le malelingue si sono messe in moto trascinando nella storia del monumento non quella che io sospetto essere semplice inettitudine, bensì quella con la M.
Indizio: M non sta per "mì nonna". Lei avrebbe fatto sicuramente meglio di così.
In realtà, i motivi dell' abbandono sono molteplici e di diversa natura: un giornale cittadino dichiara che le casse del Comune non abbiano denaro sufficiente per pagare i dispendiosi lavori della ditta appaltatrice, la quale si rifiuta di mandare avanti i lavori (parliamo di 600mila euro già spesi e un importo di egual misura ancora mancante). Questo ha spinto i progettisti a modificare il piano d' opera, in favore di un monumento meno "monumentale" e di conseguenza più economico e fattibile. In linea di massima il concetto è: date una rifinitura a quello che c'è già e dentro ci piazziamo un Info Point.
No, dico, ve ne rendete conto da soli: un Info point. Per Garibaldi e i mille... un Info Point.
Ma che parlo a fare...  Questa gif esprime al meglio la mia reazione


Inoltre, il nostro ex presidente del Consiglio S. Berlusconi (quando non era ancora "ex") aveva promesso uno stanziamento MAI arrivato di UN MILIONE di euro per le celebrazioni del 150° anno dell' impresa di Garibaldi e i suoi.
Bella favoletta, comunque.

Me ne frego di chi e come si sia arrivati a questo risultato, è un dato di fatto che quella cosa lì è un altro tentativo ben riuscito di devastare il lungomare. Che, bisogna dirlo, attira un botto di turisti, anche più dei panini con le panelle.

Homer Simpson (e me) al suono di "panini con le panelle"

Come se non bastasse il tetro, incombente fantasma di questo fallimento, il neo sindaco aveva presentato il progetto per un nuovo porto. Il primo progetto era di un po' di tempo fa, a spese di privati sarebbe costato circa 12 milioni di euro, 14 al massimo. Motivo dell' aborto? Nella zona interessata vive un' alga rara che è protetta dalla legge. Mi dispiace, le alghe non le potete toccare, vi tocca rinunciare al nuovo porto. Riprendete carta e penna e tornatevene a casetta vostra.
"Giammai!!" parve esclamare il nuovo sindaco, solo pochi mesi fa. Infatti ripropone lo stesso progetto, nella stessa area ma con tre sostanziali differenze: non sarà opera di privati bensì un' opera pubblica e non costerà più 12-14 milioni di euro. Ne costerà circa 50 milioni, e sono din dini pubblici.
La differenza più sorprendente è un' altra: dalla mappa della zona risulta che la preziosa alga non c'è più. Risulta morta. E quindi, il progetto del porto può andare in porto (scusate il gioco di parole).
Ma c'è un grosso "MA": la mappa in questione non è il risultato di una osservazione e di uno studio recenti, scoprono che è la medesima. E' uguale la data, la mappa, i documenti. L' hanno solo colorata diversamente.
Adesso alla Procura della Regione andrà l' ardua sentenza, in sintesi la vicenda è questa.

Mi astengo dall' esprimere le mie opinioni a riguardo, semplicemente mi auguro che tutti quelli che abbiano cercato di fare i furbi paghino. Non ci conto troppo, ma lo spero di cuore.

Solo un' ultima cosa, e la dico con gli occhi lucidi: VERGOGNATEVI.

4 commenti:

  1. Belle foto! La prossima volta ti converrebbe cambiare formato per renderle più grandi :)

    RispondiElimina
  2. Grazie :) Essendo il post molto lungo, non volevo che prendessero troppo spazio

    RispondiElimina
  3. Grazie per il viaggio che mi hai fatto fare. E complimenti per il blog.

    RispondiElimina
  4. Dovere verso una città che odio e amo. Grazie a te per essere passata

    RispondiElimina

Commenti liberi, purché ci si ricordi che siamo esseri umani e non bestie.
Chiedete e vi sarà dato. Forse.